Il dolore
Nutrie, è guerra La Provincia decreta che siano abbattute
È prevista la cattura con le gabbie e la successiva soppressione in caso di esemplari malati. La rabbia degli animalisti
VADA. È guerra aperta contro le nutrie. Parte il programma di controllo della specie alla Mazzanta e a Livorno come stabilito dall'atto dirigenziale della Provincia di Livorno, pubblicato sull'albo della Provincia dal 16 luglio. Il provvedimento è volto “all'eradicazione” della presenza di questi animali dal territorio attraverso sterilizzazioni e abbattimenti degli animali. Le nutrie della Mazzanta sono le stesse a cui Cinzia Bacciardi ha portato da mangiare, richiamandole con il suo fischietto, per sensibilizzare le persone su questi animali spesso oggetto di violenza perché accostati a ratti e topi. Le nutrie, nome scientifico Myocastor coypus, sono mammiferi roditori originari del Sud America; importati in Europa e nel resto del mondo per poterne utilizzare la pelliccia furono poi abbandonati nell'ambiente per evitare i costi di smaltimento. Con il passare degli anni questa specie animale si è abituata sempre più al nostro microclima anche se, arrivando pur sempre dalla Terra del Fuoco, è molto sensibile agli sbalzi climatici dell'inverno.
Dopo l'ordinanza emessa nei giorni scorsi dal sindaco Alessandro Franchi, che stabilisce il divieto di nutrire gli animali, l'atto dirigenziale della Provincia avvia il piano di contenimento delle nutrie, prevedendone anche l'uccisione. Programma, quello della Provincia, che di certo fa sobbalzare le associazioni di animalisti. Sul documento della Provincia si spiega che «dal Consorzio di Bonifica delle Colline Livornesi e dal Comune di Rosignano Marittimo è pervenuta una richiesta di intervento in località Mazzanta dove sono presenti colonie di nutrie che arrecano danno alle banchine e alle sponde dei canali, compromettendone stabilità e tenuta idraulica, creando situazioni di pericolo sulla rete viaria e situazioni possibilmente nocive dal punti di vista igienico-sanitario». Comando di Polizia Provinciale, Istituto Nazionale per la fauna selvatica (Ispra) e Asl6 di Livorno si sono pronunciate favorevolmente in merito alla questione del piano di controllo di questi animali. Il documento prosegue spiegando che i metodi di contenimento saranno effettuati «con modalità possibilmente meno cruente possibili ma con lo scopo comunque di raggiungere l'eradicazione di tale specie». Il Comando di Polizia Provinciale, insieme al personale tecnico del Consorzio di Bonifica, dell’Asl 6 e del veterinario del centro convenzione Cruma-Lipu di Livorno porteranno avanti il piano di controllo. Gli animali saranno catturati con gabbie trappola e sarà svolto un controllo epidemiologico per accertare la presenza di agenti patogeni quali salmonella e leptospira. Successivamente gli animali catturati che risulteranno sani verranno sterilizzati dal direttore sanitario del centro Cruma-Lipu e reimmessi nell'ambiente ma non nel luogo di cattura. Gli animali che invece risulteranno malati saranno abbattuti con iniezione letale o arma da fuoco, dopo essere stati storditi dal gas. La Provincia stabilisce inoltre che tale disposizione «non ha scadenza ed è valida fino a completa ed accertata eradicazione delle nutrie nelle zone in questione».
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