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Lampioni efficienti la proposta di Ldc

CECINA. È nelle mani del sindaco di Cecina Samuele Lippi la proposta per migliorare l’efficienza energetica della rete pubblica messa a punto dall’associazione Laboraratorio Democratico. «Partendo...

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CECINA. È nelle mani del sindaco di Cecina Samuele Lippi la proposta per migliorare l’efficienza energetica della rete pubblica messa a punto dall’associazione Laboraratorio Democratico.

«Partendo dalla constatazione che dal bilancio del Comune di Cecina la voce relativa all’illuminazione pubblica rappresenta una quota tutt’altro che irrilevante, una spesa di quasi 828mila euro nel 2013, e con un trend in crescendo dovuto soprattutto ai costi per prestazione di servizi – spiega il segretario di Ldc Riccardo Castellini –, la sostituzione delle attuali lampadine con nuove al Led, porterebbe benefici economici: risparmio su bolletta, su manutenzioni, allungamento durata della lampada, prezzi più accessibili rispetto al passato. Ma anche ambientali: minori emissioni, meno inquinamento luminoso, minor impatto dello smaltimento lampade. E per la sicurezza dei cittadini: tempi di reazione dei conducenti ridotti, maggiore sicurezza dell’impianto (24 volt), minori problemi in caso di nebbia e blackout».

All’incontro che si è tenuto martedì scorso in biblioteca oltre al sindaco Lippi c’erano l’assessore all’Ambiente Cartei, oltre all’assessore Pala di Guardistallo. «Grazie a una iniziativa di Matteo Bezzini, un ragazzo cecinese dottorando in Finanza alla Bocconi, l’associazione si è interessata all’efficienza energetica», spiega Castellini. Che aggiunge: «Un altro vantaggio sarebbe il telecontrollo: un sistema all’avanguardia in grado di controllare e gestire a distanza la rete di illuminazione pubblica».

Sul piano dei costi. «Abbiamo proceduto a una comparazione fra l’appalto tradizionale ed il contratto di disponibilità, quello che suppone l’affidamento del progetto a una Esco». Ma c’è il nodo del Patto di stabilità. «Il sindaco ha chiarito come i vincoli impediscano al Comune di valutare l’opzione indebitamento». L’ipotesi in campo è quella di avvalersi di una Esco. E conclude: «La riunione si è chiusa con la descrizione delle possibilità di cofinanziamento dell’investimento, che, in base alle prime considerazioni, si aggirerebbe intorno ai 15 milioni di euro solo per Cecina. Ne esistono di livello regionale ed europeo. Un accenno è stato fatto anche al mercato dei certificati bianchi: un altro strumento per recuperare dei fondi grazie agli incentivi concessi dal Gse per progetti di questo tipo».

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