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Giannini: la mia Cecina del dopoguerra

Giannini: la mia Cecina del dopoguerra

CECINA. Era, anzi è un libro dove tra le frasi argute, i personaggi citati e i racconti della giovinezza dell'autore spicca il tono goliardico, lo spirito e l'intento di far sorridere, insieme a lui,...

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CECINA. Era, anzi è un libro dove tra le frasi argute, i personaggi citati e i racconti della giovinezza dell'autore spicca il tono goliardico, lo spirito e l'intento di far sorridere, insieme a lui, quelli che lo leggono. Un libro dal titolo "toscanaccio", come si conviene ed è lecito dare quando l'argomento ha carattere popolare e lo scrittore è del luogo: "Ho paura che mi prenda per il culo". Un titolo che è tutto un programma, sembra irriverente ma non lo è, apre al sarcasmo e all'ironia che infatti permeano dall'inizio alla fine il libro, dedicato ad una nota persona della zona tutt'oggi molto in vista per la sua attività, ma diventa un omaggio agli amici di quei tempi e ai conoscenti più stretti della famiglia. L'autore è Romano Giannini, cecinese trapiantato da anni per lavoro in Emilia (abita a Reggio Emilia) dunque i più faticheranno a capire chi sia; aggiungiamo che il padre è lo "sportivo numero 1" Tripoli Giannini, ultracentenario (il prossimo mese compirà 102 anni) e suo fratello Gennaro gestiva la macelleria sul Prato. Tanti i ricordi. Gli venne lo sfizio di scrivere il libro, che uscì nelle librerie per le edizioni Tecnograf nel 2009. «Fu accolto bene, e non solo a Cecina - dice Giannini - trovò seguito anche su internet ed ebbe un successo che non avrei mai pensato».

Ma gli piovve addosso una querela per diffamazione. «Rimasi allibito, sul primo demoralizzato e tolsi di circolazione il libro - aggiunge Giannini - ma la mia vita è stata sempre una battaglia e decisi di difendermi, con l'avvocato impugnai la querela in tribunale». Ora il libro tornerà in vendita nelle librerie di Cecina, Reggio Emilia e di tutta Italia, e verrà rimesso su internet. Dopo oltre quattro anni di traversie giudiziarie infatti Giannini è stato assolto: «Riguardo a quanto mi era stato imputato, il giudice ha sentenziato che il fatto non sussiste - sottolinea Giannini - il giudice ha pienamente capito lo spirito con cui ho scritto il libro, ha compreso e giustificato il fine che esso aveva, di lasciare un po' di vecchia storia di Cecina ai nipoti, agli amici, e in generale ai posteri cecinesi. Io non ho mai offeso nessuno, e nel libro non prendo in giro le persone perché i fatti sono realmente accaduti». La delibera del giudice del tribunale di Reggio Emilia recita, testualmente, che «il libro rappresenta una sorta di autobiografia di un mondo ormai passato, quello della Cecina degli anni quaranta-cinquanta, vissuto da protagonisti che non solo partecipavano di quello spirito di rinascita proprio dell'Italia del dopoguerra ma che vivevano, godendo, di quella vitalità sarcastica, goliardica, autoironica, non priva di tratti volgari, tipica di quella zona d'Italia, patria del celebre Vernacoliere».

Paolo Marsili

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