Sicurezza
Abbattere le nutrie, la guerra della Provincia
L’ente ha deciso di combattere gli animali che vivono nei fossi della Mazzanta. Previste visite dei veterinari Asl, gli esemplari sani saranno portati altrove e quelli malati saranno uccisi
Parte il programma di controllo della specie alla Mazzanta e a Livorno come stabilito dall'atto dirigenziale della Provincia di Livorno, pubblicato sull'albo della Provincia dal 16 luglio. Il provvedimento è volto “all'eradicazione” della presenza di questi animali dal territorio attraverso sterilizzazioni e abbattimenti degli animali. Le nutrie della Mazzanta sono le stesse a cui Cinzia Bacciardi ha portato da mangiare, richiamandole con il suo fischietto, per sensibilizzare le persone su questi animali spesso oggetto di violenza perché accostati a ratti e topi. Dopo l'ordinanza emessa nei giorni scorsi dal sindaco Alessandro Franchi, che stabilisce il divieto di nutrire gli animali, l'atto dirigenziale della Provincia avvia il piano di contenimento, prevedendone anche l'uccisione. Il documento spiega che i metodi di contenimento saranno effettuati «con modalità possibilmente meno cruente possibili ma con lo scopo comunque di raggiungere l'eradicazione di tale specie». Gli animali saranno catturati con gabbie trappola e sarà svolto un controllo epidemiologico per accertare la presenza di agenti patogeni quali salmonella e leptospira. Successivamente gli animali catturati che risulteranno sani verranno sterilizzati dal direttore sanitario del centro Cruma-Lipu e reimmessi nell'ambiente ma non nel luogo di cattura. Gli animali che invece risulteranno malati saranno abbattuti con iniezione letale o arma da fuoco, dopo essere stati storditi dal gas. La Provincia stabilisce inoltre che tale disposizione «non ha scadenza ed è valida fino a completa ed accertata eradicazione delle nutrie nelle zone in questione».
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