Eurospar, i venti di crisi soffiano anche a Palazzi
I dipendenti preoccupati dalle difficoltà di approvvigionamento delle merci Fioretti (Filcams-Cgil): «Da alcuni giorni si registrano i problemi sugli scaffali»
CECINA. Il primo vero segnale lo danno gli scaffali. I rifornimenti della merce arrivano a singhiozzo. Poco alla volta si svuotano. E ad ogni ritardo crescono le preoccupazioni per i diciassette dipendenti del supermercato Eurospar di San Pietro in Palazzi. Sul punto vendita, l’unico in provincia di Livorno, soffiano i venti della crisi che ha investito la catena di market e supermarket Despar, che ha il suo quartier generale ad Arezzo. «Abbiamo avuto un incontro con i lavoratori del punto vendita e preso l’impegno a seguire l’evoluzione del caso coordinandoci con i colleghi di Arezzo», dice il responsabile per la Bassa Val di Cecina della Filcams Cgil, Giordano Fioretti. Che aggiunge: «Fino ad oggi i pagamenti degli stipendi sono stati regolari. Chiederemo un incontro all’azienda per capire la situazione».
Che il gruppo aretino stia navigando in acque agitate lo confermano anche dalla segreteria regionale della Filcams. «Il problema principale risiede nella mancanza di liquidità, per la quale l’azienda si sta già muovendo», spiegano dalla segreteria toscana del sindacato. La vertenza coinvolge seicento dipendenti sparsi nei negozi Despar, Eurospar e Europiù di quindici province dislocati tra Toscana, Umbria, Lazio e Liguria.
«Si tratta di capire di fronte a quale scenario si trovano davanti i lavoratori – sostiene Fioretti –. Tra i diciassette dipendenti, in parte con contratti part-time, i più sono donne». Nei primi giorni della prossima settimana dalle stanze di Arezzo dovrebbero arrivare dettagli utili a decifrare il contesto. «Da alcuni giorni si registrano i problemi di approvvigionamento delle merci - dice il responsabile Filcams per la Bassa Val di Cecina –. Ed è sulla base di questo segnale e delle poche informazioni ad oggi disponibili che abbiamo assunto l’impegno di coordinarci con i colleghi di Arezzo e la segreteria regionale».
Nel frattempo i dipendenti continuano a lavorare ma lo fanno con il fiato sospeso. La situazione è complessa e in evoluzione. Se da una parte, infatti, il gruppo aretino è alle prese con guai di natura finanziaria che hanno portato a un insufficiente approvvigionamento di alcuni supermercati e punti vendita, causa problemi di pagamento dei fornitori. Dall’altra, dovrebbero separarsi i destini del centro distribuzione che ha sede ad Arezzo rispetto a quello della rete dei punti vendita.
Un po’ di ossigeno potrebbe arrivare dalla dismissione di alcuni immobili, per ridurre la parte debitoria. Non si prospetterebbe, invece, ad oggi alcuna chiusura di punti vendita, ne un taglio del personale. La società aretina, tra l’altro, come confermato dai dipendenti del punto vendita di San Pietro in Palazzi ha sempre onorato puntualmente gli stipendi.
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