Il Tirreno

Cade in casa e poi muore indagine della procura

Cade in casa e poi muore indagine della procura

50 avvisi di garanzia tra medici e infermieri degli ospedali di Pisa, Livorno e Cecina, che hanno assistito la donna, una 71enne di Pastina

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LIVORNO. Due mesi e mezzo di sofferenze. Prima la caduta in casa, lo scorso 17 aprile. Poi la morte a Cisanello, a cui i familiari non riescono ancora a fornire una spiegazione. Ci sta provando la Procura di Livorno a dare un perché alla scomparsa di Mariella Fenzi, 71 anni, di Santa Luce, madre di Gianluca Catarzi, ex vicesindaco di Lorenzana. Un’indagine complessa per cui la magistratura ha indagato oltre 50 persone. Avvisi di garanzia arrivati a tutti i medici e gli infermieri che hanno visitato la Fenzi nel corso della sua malattia. Personale sanitario che ha visto e assistito la donna, anche nel corso di ricoveri, avvenuti nei tre ospedali di Livorno, Cisanello e Cecina. Il reato per cui la Procura procede è omicidio colposo. Provvedimenti “dovuti”, quelli emanati dalla Procura, per permettere a tutte le persone iscritte nel registro degli indagati di difendersi e quindi di poter assistere all’autopsia della donna, che è stata eseguita nei giorni scorsi dal medico legale David Forni. Il perché del numero così alto di avvisi di garanzia lo spiega il procuratore capo Francesco De Leo: «In casi come questo si dà avviso a tutti coloro che potrebbero essere coinvolti, a fini precauzionali, per evitare successive eccezioni».

L’indagine, tuttora in corso, è nata da un esposto presentato da un familiare della donna. Il figlio e gli altri parenti infatti vogliono capire i motivi che hanno determinato la morte della donna, che ad aprile era caduta a causa di una manifestazione di affetto eccessiva del suo labrador. I parenti vogliono andare fino in fondo. Secondo loro, qualcosa nelle cure rivolte alle 71enne potrebbe non essere andato per il verso giusto. E se qualcuno ha sbagliato - è il punto di vista dei parenti - è giusto che paghi. Il pm che segue il caso, Giuseppe Rizzo, ora sta aspettando gli esiti dell’autopsia. Dopodiché deciderà il da farsi. Il risultato dell’esame della salma infatti sarà determinante per capire se ci siano state o non delle incongruenze nel percorso sanitario della vittima. Proprio per questo, nei giorni scorsi, gli investigatori hanno acquisito le cartelle cliniche e tutti i suoi documenti sanitari. Gli indagati invece, non sono ancora stati sentiti.

Originaria di Empoli, Mariella da anni viveva col marito Giuseppe Rifugio a Santa Luce. Aveva lavorato una vita nel pubblico impiego, dopo gli studi, sin dai primi anni Settanta. Chi la conosceva la descrive come una donna colta e capace, amante della musica, in particolare dei cantautori italiani come De Andrè e De Gregori e Guccini.

L’addio a Mariella, tutti gli amici e le persone che le volevano bene l’hanno dato sabato scorso, alle 16, nella chiesa di Pastina (Santa Luce). In tanti sono stati vicini alla famiglia in questo momento di dolore.

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