Il Tirreno

«Un abbraccio stretto, niente parole»

«Un abbraccio stretto, niente parole»

Francesco Dani è tornato a casa. A Peschiera del Garda si è rivolto ai carabinieri perché chiamassero la sua famiglia

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CASTELLINA. «Quando è arrivato a casa ci siamo abbracciati, baciati e guardati negli occhi». Matteo è raggiante per il ritorno di Francesco.

La famiglia ha tirato un sospiro di sollievo venerdì sera, dopo l’ora di cena. Quando ha risposto al telefono e ha sentito la voce di un carabiniere della stazione di Peschiera del Garda dirgli di avere lì davanti - in carne, ossa e tanto smarrimento - suo figlio Francesco, gli occhi di babbo Fabio si sono riempiti di lacrime. L’incubo era finito. Quel figlio svanito nel nulla lunedì scorso era finalmente riapparso. E, quel che è più importante, era sano e salvo.

Una vicenda a lieto fine quella di Francesco Dani, il giovane di 24 anni residente a Castellina, che lunedì mattina avrebbe dovuto laurearsi e che invece intorno alle 7 è salito sulla Bmw del padre e se n’è andato. L’allarme è scattato solo intorno alle 10, quando la famiglia che lo aspettava a casa per partire alla volta di Pisa per la discussione della tesi non lo ha visto rientrare.

Luciana, la mamma del ragazzo, è salita in camera e nei faldoni della tesi ha trovato un biglietto del figlio il figlio si scusava. Evidente che Francesco, che si è allontanato volontariamente da casa, non avrebbe potuto laurearsi. I parenti, presi dall’ansia che Francesco potesse commettere qualche sciocchezza, hanno subito dato l’allarme.

Il fratello Matteo si è subito attivato tramite i social network, lanciando un messaggio di allarme su Facebook, per chiedere aiuto a parenti, amici e conoscenti. Obiettivo: ritrovare Francesco.

Mercoledì sera i genitori del ragazzo hanno partecipato alla trasmissione “Chi l’ha visto?”, chiedendo aiuto a chiunque avesse notizie di loro figlio e rivolgendosi direttamente a Francesco. Con il cuore colmo di paura gli hanno detto di tornare a casa, dove lo aspettavano a braccia aperto. Mercoledì sera si è saputo, tramite i tracciati Viacard, che la Bmw su cui era scappato Francesco era entrata in autostrada a Pisa centro lunedì mattina alle 8, per uscire ad Asti est poco più di tre ore dopo.

Chiaro che le ricerche di Francesco si sono intensificate anche nel nord, dove il giovane ha molti amici - conosciuti anche durante le tante manifestazioni organizzate a Castelllina. Il giorno successivo, giovedì, una nuova traccia tramite la Viacard: l’auto di Francesco, alle 20,30 di martedì, era uscita al casello di Desenzano del Garda. Segnali che la famiglia ha chiaramente interpretato come positivi, visto che erano la testimonianza tangibile che Francesco stava bene.

L’epilogo di una vicenda che ha tenuto con il fiato sospeso l’intero paese di Castellina, dove il giovane e la famiglia sono molto conosciti, ma anche le decine di amici che il ragazzo aveva nella zona di Brescia, si è consumato nella serata di venerdì.

Intorno all’ora di cena a casa Dani è arrivata una telefonata dai carabinieri di Peschiera del Garda. Francesco ha deciso spontaneamente di rivolgersi ai militari per chiedere aiuto. Scosso e spaesato, ha chiesto ai carabinieri che contattassero la sua famiglia e ha detto di aver voglia di tornare a casa. E così Fabio e Luciana hanno saputo che loro figlio era sano e salvo. Sono partiti subito per Peschiera, con l’ansia di riabbracciare quel ragazzo che li ha fatto stare tanto in pensiero. Insieme a loro anche un parente.

Intorno alle 4 della notte fra venerdì e sabato, Francesco è rientrato nella sua casa, accolto da tutti i parenti che da giorni aspettavano di poterlo riabbracciare. Provato dall’intera vicenda, il giovane si è chiuso in se stesso e non ha voluto parlare se non per scambiare poche parole. «È finito un incubo - dice Matteo - Quando è arrivato l’ho abbracciato e baciato, poi ci siamo guardati negli occhi. Basta questo. Nessuna parola».

Anna Cecchini

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