Gioco
«Invece di un cinese gli ha dato lavoro un fiorentino...»
Il caso. Assunto dal campeggio Molino a fuoco di Vada il disoccupato livornese che lanciò l’appello su web
VADA. «Vi prego, popolo cinese, aiutatemi». Terminava così il video appello di Miro Bianchi, il disoccupato livornese che in una sorta di video curriculum indirizzato alla comunità cinese in Italia, chiedeva un lavoro. Ad assumerlo però, pochi mesi dopo, con un contratto stagionale, è stato il camping village “Molino a fuoco” di Vada. Una mansione, quella di aiuto pizzaiolo, che si aggiunge alla miriade di lavori che l'artigiano 44enne, «condannato alla disoccupazione da oltre cinque anni», ha svolto sin da ragazzo. Nel video appello ha proposto le sue esperienze ai cinesi. «Ho fatto i lavori di imbianchino, muratore, cartongesso, so far bene anche il giardiniere - spiegava - autista, gruista, magazziniere con patente C, in poe parole mi adatto a tutto con umiltà». Con un'inflessione dialettale labronica, sottofondo musicale e sottotitoli orientali, nel video messaggio si diceva disposto a tutto pur di ottenere un lavoro. Evidenziando la realtà di un paese dal quale molti giovani sono costretti a fuggire per cercare un mestiere e coloro che ormai giovani non lo sono più troppe volte sono spinti verso la disperazione, Miro Bianchi aveva tentato un'ennesima sfida, quella del web. Ma se la telefonata tanto attesa dalla Cina in questi mesi non è mai arrivata, percorrendo in lungo e in largo i ristoranti, le pizzerie e i campeggi della Toscana con il suo curriculum in mano, dal camping vadese gli è stato proposto un contratto a termine come aiuto pizzaiolo. Un nuovo mestiere nel quale si è dovuto reinventare. «Non sapevo niente del suo video appello – ha commentato il titolare del camping Andrea Storace – posso solo dire che a me è bastato guardarlo negli occhi cinque minuti per offrirgli un lavoro. É un ragazzo bravo e molto simpatico e da noi si sta comportando benissimo. Invece di un cinese – ci scherza su – alla fine lo ha assunto un fiorentino». Insomma se l'Italia, come lui sosteneva nel video, l'aveva abbandonato, dopo tante ricerche e un provocatorio appello sul web, a Vada hanno finalmente creduto in lui. Le valigie che era disposto a fare per trasferirsi in Oriente le ha riposte a casa, la volontà e l'intraprendenza invece le porta sempre con sé e grazie al campeggio di Vada per qualche altro mese potrà contare sul nuovo mestiere di aiuto pizzaiolo ottenuto con tanta determinazione. (e.p.)
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