Il Tirreno

Addio a Ivo Arzilli aveva ideato il circolo Il Fitto

di Michele Falorni
Addio a Ivo Arzilli aveva ideato il circolo Il Fitto

Da agronomo a instancabile animatore di eventi culturali I funerali oggi alle 15.30 nella cappella del cimitero

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CECINA. È morto Ivo Arzilli, fondatore del circolo “Il Fitto” nel 1984. Malato da tempo, se n’è andato a 85 anni in silenzio, dopo avere dato per trent’anni impulso con incontri e concerti alla vita culturale della nostra città, arricchendone la memoria con pubblicazioni in cui ha raccolto episodi ed eventi che ne hanno segnato i momenti storici. A Cecina lo conoscevano tutti: garbato, ma ironico, non risparmiava battute taglienti. Organizzatore infaticabile di appuntamenti, ha ospitato prima in vicolo Bargilli e poi in corso Matteotti personaggi di prim’ordine. I funerali si svolgeranno oggi alle 15.30 nella cappella del cimitero.

Per dare l’idea di chi fosse e come amasse prendere e prendersi in giro, basta ricordare che il giorno in cui inaugurò la seconda sede in centro, a due passi da una palestra, sul manifesto ufficiale apparve la scritta: “Dal culturismo alla cultura”. Una frase che riassumeva il suo modo d’intendere il mondo in modo schietto e divertente. Chi partecipò al simbolico taglio del nastro, tra pacche sulle spalle e sorrisi, non potè che stringergli la mano e complimentarsi per quelle poche parole così azzeccate e adatte ai tempi. Seguì un brindisi condito da qualche pungente barzelletta.

«Lo ricordo con affetto – dice l’ex sindaco Stefano Benedetti – per l’impegno profuso nel corso del tempo. Voleva bene a Cecina, e Cecina voleva bene a lui. Sì, con l’assessore Antonio Garigali lo premiammo con una targa nel 2012 al teatro De Filippo, poco prima di consegnare l’Omino di ferro. Il riconoscimento gli fu assegnato per l’instancabile contributo dato alla vita culturale della nostra città. Inoltre, e mi preme sottolinearlo, avviammo una collaborazione proficua tra Comune e circolo, sostenendo la stagione dei concerti con il nostro patrocinio».

Quello del 2012 non è l’unico riconoscimento che Arzilli ha ricevuto. Nel 1992, l’assessore Enrico Marinai, oggi presidente del Cecina calcio, lo chiamò sul palco allestito all’interno dell’arena dell’ex Circolo dei forestieri a Marina per consegnargli il premio Città di Cecina, giunto in quell’estate alla seconda edizione.

«Lo avevo istituito io – conferma Marinai – per valorizzare chi, con le proprie idee, contribuiva a dare visibilità alla nostra cittadina. Lo consegnai di persona a lui e al circolo». Ivo salì i gradini dell’arena ma non fece in tempo a parlare: lo sommerse uno scroscio di applausi.

Padre di Olga, violista di livello internazionale, di Ilaria e Anna, da vent’anni era sposato in seconde nozze con Maria Giraffa, alla quale aveva affidato i contatti che hanno portato in centro il memorabile ciclo degli incontri con gli autori e i concerti di musica classica, ultima grande invenzione del fondatore del “Fitto”. Marcello Veneziani, la figlia di Enzo Biagi, Vittorio Sgarbi – per il quale fu necessario affittare la sala del cinema Moderno – Edgardo Sogno. Ma queste sono soltanto una parte delle personalità che quest’uomo, agronomo classe 1929 e rientrato a Cecina nel 1966 come coordinatore dell’ufficio agrario, era riuscito a contattare.

Il libro “Cecina anni di guerra” rimane un punto fermo: scritto con Luis Piazzano e Leo Gattini, contiene fotografie e documenti che raccontano un capitolo triste, ma indelebile. Lo lesse addirittura Arrigo Petacco, uno dei massimi storici italiani, che si complimentò per scritto con Ivetto, come gli amici sempre lo chiamavano.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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