La protesta
Dal pronto soccorso alla Casa della salute tutti i dubbi di Fials
CECINA. Il sindacato Fials, che è da sempre contrario al modello per intensità di cura adottato negli ospedali della Azienda sanitaria 6, torna a parlare di ambiguità e ipocrisie che si accompagnano...
CECINA. Il sindacato Fials, che è da sempre contrario al modello per intensità di cura adottato negli ospedali della Azienda sanitaria 6, torna a parlare di ambiguità e ipocrisie che si accompagnano a tale organizzazione. «I sindacati confederali hanno accettato che si realizzasse la solita politica dei due tempi: prima si riducono i posti letto mentre per il potenziamento del territorio si sottoscrivono accordi assieme alla Società della Salute, ente inutile e costoso, che rimangono carta straccia come quello per la costruzione della Casa della salute nella Val di Cecina che sarebbe servita da filtro ai ricoveri impropri e a decongestionare il pronto soccorso, struttura di cui non è stato posto neppure il primo mattone».
Per la Asl 6 «occorre un Piano attuativo locale che programmi le attività sull’intera azienda ed è indispensabile nell’immediato un piano straordinario di assunzioni che privilegi e riorganizzi i pronto soccorso. Il governatore Rossi ha messo sotto accusa la gestione dei pronto soccorso dell’Azienda Pisana e la direzione, in maniera tempestiva, ha scelto di potenziarli con un piano assunzioni straordinario e liberando gli infermieri dalle mansioni amministrative, mentre nella Asl 6 si riscontra l’incapacità a gestire una situazione critica».
Per la Fials «non bastano le scuse del direttore per un singolo caso, le scuse le dovrebbe rivolgere a tutti i cittadini che sono soggetti a file e disservizi e al sindaco di Cecina, che dovrebbe valutare il suo operato dopo un anno dal suo insediamento». Per la Fials «la zona di Cecina deve avere le risposte necessarie per un rilancio dei servizi». E tra le richieste del sindacato spicca un aumento della dotazione di personale nella nuova area di sub-intensiva. Ma anche che «si abbandoni il modello per intensità di cura rivelatosi fallimentare e si torni a dare visibilità e ruolo alle Unita operative». C’è poi il nodo pronto soccorso che «deve essere dotato di un congruo numero di operatori». E viene sollecitata l’Azienda sanitaria a «realizzare la Casa della salute e a potenziare i servizi territoriali». E sul caso Fials si prepara a organizzare iniziative di protesta che coinvolgano i lavoratori, i cittadini e le istituzioni.
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