Lutto
Scarsa illuminazione proteste dei residenti in via Campilunghi
I lampioni sono stati riaccesi da poco dopo lo stop forzato per il furto dei cavi di rame, ma il problema resta
CECINA. I lampioni in via dei Campilunghi sono stati riaccesi di recente, dopo lo stop forzato dovuto ai numerosi furti di rame, che di fatto avevano fatto scempio dei cavi per la pubblica illuminazione. I ladri di rame, infatti, tra l’inverno e la primavera del 2012 fecero razzia in questa zona come in via Guerrazzi, via Volterra, via San Pietro in Palazzi, la pista ciclabile lungo il fiume, le Gorette tra la rotatoria e il campeggio, via Po e in via dei Parmigiani. Chilometri di cavi, oltre cinque.
All’inizio di giugno la riaccensione dei lampioni. Ma non è sufficiente.
Via dei Campilunghi, la strada che parte dalla rotatoria delle Gorette ed arriva alla Mazzanta, una delle vie principali che collegano Marina di Cecina a Vada, resta una strada scarsamente illuminata. Una strada che ha un’importanza primaria sulla viabilità dell’area, specialmente nel periodo estivo quando il transito veicolare aumenta in modo esponenziale vista la vicinanza a numerosi campeggi ed attrazioni turistiche. L’unico problema è la scarsa illuminazione presente su quel tratto, una questione che è emersa da un paio d’anni a questa parte e che permane fino ad oggi. Sono molti gli automobilisti che attraversando quella via possono dare vita a delle lamentele di circostanza, constatando che «non si vede niente».
Ma il problema è ormai divenuto insopportabile per chi ci vive 365 giorni l’anno e non vede nessun tipo d’intervento migliorativo. Uno di questi è Walter Nassi, che ci racconta il modo in cui affronta quotidianamente tutto ciò e la serie di proteste più o meno formali a cui ha dato vita in questo periodo rivolgendosi alle autorità locali. «Ho protestato più volte – spiega l’uomo – visto che questa vicenda mi colpisce in modo diretto ma nonostante questo, credo con la massima sincerità che si tratti di una cosa che va ad interessare tutta la collettività. Bisogna intervenire subito prima che succeda una tragedia».
Aggiunge Nassi: «Ogni sera dopo le 10 affacciandomi dal balcone di casa assisto alle stesse scene: la strada è avvolta dal buio totale, le uniche fonti d’illuminazione sono i fari delle automobili che passano, i cellulari delle decine di ragazzi che percorrono la via in bicicletta, qualche sparuta insegna luminosa dei campeggi e nient’altro. Si sente molto parlare di sicurezza stradale ma non mi sembra che ciò venga attuato, almeno in questo tratto di primaria importanza».
Walter Nassi ha poi spiegato in che modo ha provato a rivolgersi alle autorità. «Ho scritto alcune e-mail all’indirizzo del comune di Cecina senza mai avere risposta; sono anche andato di persona al comando dei Vigili urbani e mi è stato riferito che al momento non si possono fare interventi vista l’assenza di fondi da potervi destinare. Qualcuno ha detto scherzosamente che “finché non ci scappa il morto non ci saranno interventi”». Ma per l’uomo ogni limite è stato superato la scorsa settimana, quando il figlio adolescente è stato investito da un’autovettura mentre percorreva la strada con la sua bicicletta, quasi sicuramente a causa della difficile visibilità. «Fortunatamente mio figlio ha riportato lievi ferite ma il problema non riguarda lui, bensì tutti noi; è giunta veramente l’ora che questa strada sia servita da un’illuminazione normale e dignitosa, per la sicurezza di tutti gli utenti e per un minimo di decoro vista l’importanza turistica dell’area».
Giuseppe Piccolo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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