Sicurezza
«È vero, l’inquinamento idrico è sopra i limiti di legge»
CECINA. L’inquinamento idrico a Poggio Gagliardo e nella piana di Cecina è superiore ai limiti di legge, ed è per questo che è in corso la bonifica. È questa in sintesi la risposta dell’Arpat...
CECINA. L’inquinamento idrico a Poggio Gagliardo e nella piana di Cecina è superiore ai limiti di legge, ed è per questo che è in corso la bonifica. È questa in sintesi la risposta dell’Arpat (Agenzia regionale per l’ambiente) che interviene dopo le proteste del comitato No Trielina, ospitate nei giorni scoresi dal Tirreno. Arpat ammette l’inquinamento: «il livello di contaminazione nell'acquifero di Cecina è ben al di sopra dei limiti di legge - afferma in una nota - anche perchè in caso contrario non ci sarebbe una procedura di bonifica in corso».
Arpat ha rilevato questo inquinamento fin dal 2004 - continua la nota dell’agenzia ambientale - «e da allora ha costantemente seguito la situazione effettuando una intensa attività di controllo e monitoraggio, nonché di supporto tecnico sia nella fase di messa in sicurezza, che poi di caratterizzazione e progettazione della bonifica. Di questa attività l'Agenzia fornisce una ampia informazione al pubblico, attraverso una apposita sezione del sito Web http://www.arpat.toscana.it/temi-ambientali/acqua/acque-sotterranee/inquinamento-falda-cecina, nella quale sono periodicamente pubblicati: gli approfondimenti specifici (l'ultimo report pubblicato è relativo alla situazione rilevata nel 2013 ) relativi all'attività di indagine e monitoraggio eseguita sull'area sorgente della contaminazione da organoclorurati in località Poggio Gagliardo nel comune di Montescudaio ed il territorio interessato dalla diffusione dei contaminanti nella falda dell'acquifero della pianura costiera, nel comune di Cecina». La banca dati, costantemente aggiornata automaticamente, con i risultati del monitoraggio effettuato da parte dell'Agenzia, dove è possibile consultare ed estrarre tutti i dati dal 2004 ad oggi.
«L'inquinamento in questione - spiega Arpat - è stato affrontato, in una prima fase, attraverso l'attuazione della messa in sicurezza di emergenza (MISE), partita nel 2005 con l'attivazione di una prima barriera idraulica, che ha permesso la parziale interruzione del trasferimento della contaminazione dall'area sorgente alla falda di Cecina. A ciò è seguito un progressivo potenziamento, permesso proprio dall'intensa attività di monitoraggio e controllo che ha portato ad una conoscenza di dettaglio del modello concettuale della contaminazione, di tale barriera che ha raggiunto a fine del 2013 l'obbiettivo di confinare in maniera pressochè totale l'area sorgente dagli acquiferi sottostanti.Va tenuto conto che le circolazioni di acque sotterranee reagiscono con tempi legati alle condizioni di permeabilità dei terreni e tale beneficio dovrebbe evidenziarsi durante il corso dell'attuale anno di monitoraggio». La relazione sull'attività di indagine e monitoraggio effettuata da Arpat nel 2013 fornisce i dettagli sugli andamenti della contaminazione (TCE+PCE) per tutti i pozzi monitorati nella piana di Cecina nel 2013, evidenziando «un incremento della media della sommatoria TCE+PCE, da associare presumibilmente alla notevole piovosità riscontrata nella stagione di ricarica ottobre 2012-aprile 2013 e nel trimestre ottobre-dicembre 2013».
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