Il Tirreno

«Cervellone io? Lo studio è un’arte»

«Cervellone io? Lo studio è un’arte»

Viaggio tra i bravissimi del 100 e 100 e lode 21 le pagelle d’oro tra i ragazzi delle superiori cecinesi

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CECINA. Tutti promossi e la media dei voti è abbastanza buona (sul sito internet del Tirreno pubblichiamo tutti i risultati) dai licei agli istituti tecnici e professionali, dove i cento non sono pochi, per non parlare delle lodi. 15 al Fermi e 6 al Polo - Cattaneo le pagelle d’oro. Eppure, per ottenere l’encomio, dopo la stretta introdotta dalla legge Gelmini, adesso serve la media dell’otto dal terzo anno e poi un esame perfetto.

Ma chi sono i cervelloni cecinesi? Alcuni di questi centisti li abbiamo rintracciati e intervistati. C’è Francesco Cosimi, del liceo Fermi, che dice che la tensione l’ha avvertita solo nel giorno prima degli esami orali, «perché – dice - sai che ti giochi tutto lì, alla fine di quei 5 anni intensi, impegnativi e divertenti». Lui si iscriverà a ingegneria elettronica perché il suo sogno è diventare un ricercatore. I ringraziamenti, come per tutti gli intervistati, si sprecano per gli amici, la famiglia e anche i professori.

Asya Griselli in questi 5 anni si è «sempre trovata bene» e porta con sé il ricordo indelebile delle gite a Parigi e Napoli. «Mi iscriverò a ingegneria biomedica – afferma, e poi precisa – non tutti hanno preso 100. Bene, questo lo voglio dire: il valore di una persona non si misura dai numeri. Noi non siamo numeri». Ben detto da una che ha quasi preso la lode. Ma quante sofferenze per questi esami di maturità. Ci scherza su Michela Danti: «L’esame non è stato difficilissimo, la notte dormivo ma il giorno prima degli esami ho mangiato poco per lo stress. Cosa farò adesso? Proseguirò con il mio percorso di studi alla facoltà di agraria, e voglio ringraziare tutti di avermi fatto passare 5 anni indimenticabili, grazie anche a Matteo Bientinesi e ai miei genitori».

Tanta ansia per questi ragazzi. Certo fa parte della prova, altrimenti che maturità sarebbe? «Io la paura dell’esame l’avevo già dall’anno scorso – confessa Brenda Briguglio – senz’altro sono stati 5 anni in cui io e i miei compagni di classe siamo cresciuti tantissimo. Cosa voglio fare da grande? La criminologa, per questo mi iscriverò a scienze politiche. Dopo la mia esperienza il liceo sociale è una scuola che mi sento di consigliare un po’ a tutti».

C’è poi chi gli esami li ha visti come uno scoglio che però dev’essere necessario, e allora «si va sereni – afferma Costanza Ruffini – io? Ho dormito bene, mangiato il giusto e l’ansia l’ho avuta solo un pochetto solo prima dell’esame. La nostra gita a Parigi è stata indimenticabile. Adesso proverò ad entrare a psicologia clinica. Inizierò a prepararmi da fine luglio, perché adesso lavoro come barista. Una cosa di cui sono contenta è che di 30 studenti che eravamo in prima in 28 siamo arrivati alla quinta, così abbiamo potuto legare rapporti di amicizia più stretti».

Tra le tante strade da prendere se ne va già dall’Italia, dopo la maturità, Nicola Simonetti, che tra un mese partirà per l’università di St. Andrews in Scozia, quella dove ha studiato il principe William d’Inghilterra per intendersi, per specializzarsi in letteratura inglese e storia medioevale. Con il sogno, una volta conclusa questa esperienza, di fare un master negli Stati Uniti.

Marco Cacci

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