Attenzione
Ambientalisti in difesa delle nutrie
Il Wwf ha proposto una “adozione collettiva”, ma il Comune vieta di allevarle
VADA. Tempi duri per le nutrie che vivono nei fossi di Vada. Se solo pochi mesi fa fece tenerezza la storia della rosignanese Cinzia Bacciardi che ogni mattina alle sette e mezza partiva da casa per portare carote e pezzetti di pane alle nutrie oggi il sindaco Alessandro Franchi, in un’ordinanza vieta a chiunque, sul territorio comunale, di fornire alimenti alle nutrie. Pena una multa che può variare da 25 a 500 euro. Insomma, portare carote alle nutrie può costare davvero caro. E pensare che poche settimane fa alcuni cittadini hanno contattato il Wwf locale per sensibilizzare la popolazione sulla innocuità di questi animali e per capire quale strada poter seguire per prendersene cura. Una sorta di “adozione collettiva”, seppure le nutrie non siano autoctone, allo scopo di sensibilizzare la popolazione circa questi mammiferi che altro non sono che castori originari del Sud America e non ratti . Tra l’altro si tratta di animali che, seppur divenuti invasivi perché si riproducono velocemente, sono stati allevati dall’uomo per la loro pelliccia. Ancora una volta dunque la sensibilità verso il mondo animale si scontra con gli insediamenti urbani. Infatti l’ordinanza emessa dal sindaco fa riferimento al fatto che le nutrie, secondo quanto riportato dal Consorzio di Bonifica, creano “tane e cunicoli di larghezza compresa tra i 30 ed i 50 cm e di lunghezza compresa tra 1 e 5 metri” arrecando danno alle banchine ed alle sponde . L’ordinanza del sindaco prende atto anche delle determina dirigenziale 341 del 24 giugno 2014 della Provincia che “provvederà ad avviare attività di controllo faunistico – si legge nell’ordinanza - anche ai fini di prevenzione igienico sanitaria dei luoghi essendo questi roditori potenziali portatori di agenti patogeni quali salmonella e leptospirosi». Secondo l’ordinanza questi animali vengono talvolta foraggiati e quindi attirati in loco dai cittadini “aggravando una situazione già ad oggi pregiudizievole per la tenuta idraulica degli argini”. Ed ecco allora il divieto di portare ai mammiferi roditori alcunché altrimenti scatteranno le sanzioni previste dal decreto legge del 18 agosto del 2000 articolo 7 bis che prevede appunto (basta verificare) multe da 25 a 500 euro; legge che specifica che “la sanzione si applica anche alle violazioni alle ordinanze del sindaco e del presidente di Provincia”.
Alessandra Bernardeschi
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