Il Tirreno

«Lasciata nove ore su una barella prima di una visita»

«Lasciata nove ore su una barella prima di una visita»

Clamorosa denuncia dell’assessore Domenici per l’assistenza alla nonna con il bacino fratturato dopo una caduta in casa

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CECINA. Non è un mistero che il pronto soccorso di Cecina, in estate, sia in sofferenza. Poco personale ed un numero di potenziali utenti che triplica. Dunque, file e attese spesso insopportabili. La questione, del resto, è stata recentemente al centro dell’incontro tra il neo sindaco Samuele Lippi ed il comitato Pro Ospedale. Il primo è arrivato a proporre un trasferimento di medici dagli ospedali dell’entroterra a quelli costieri, come Cecina, dove ci sono i turisti.

Stavolta, a toccare con mano i problemi del nostro pronto soccorso, è stata Valentina Domenici, assessore all’ambiente del Comune di Rosignano che, raccontando un episodio recente capitato alla sua nonna, ha scritto una lettera aperta dall’inequivocabile titolo: «Pronto soccorso di Cecina, dobbiamo preoccuparci?«.

«Voglio partire - scrive Domenici - da un episodio che mi ha toccato in prima persona per fare alcune considerazioni sul "nostro" Pronto Soccorso presso l'ospedale di Cecina, sperando di suscitare delle riflessioni, ma soprattutto delle risposte da chi di competenza.

Giovedì 3 luglio, alle ore 12 circa, una signora di 85 anni, mia nonna, chiama il 118 per essere portata in ospedale: a seguito di una caduta accidentale, la signora ha un forte dolore e non riesce a muoversi, inoltre è molto agitata perché appena un anno fa ha subito un intervento per la frattura del femore, dalla stessa parte dove è appena caduta. Immediatamente i volontari della Pubblica Assistenza arrivano e a bordo di una autoambulanza la portano al pronto soccorso dove viene registrata, intorno all'una, con codice verde, e piazzata su una barella».

L’assessore va avanti: «Qui rimarrà senza ricevere alcuna visita medica fino alle ore 22 circa. Ovvero, per nove ore la signora non viene vista da un medico, ma anche il personale infermieristico sembra quasi non accorgersi di lei. Finché la sottoscritta, evidentemente molto alterata, non chiede insistentemente che l'anziana donna almeno venga accompagnata in bagno, che almeno le venga dato un bicchier d'acqua».

«Finalmente - prosegue Domenici - le viene fatta una lastra, ma non essendoci un radiologo, né un ortopedico, dovrà tornare l'indomani per avere poi la conferma di essersi fratturata il bacino. In questo arco di tempo, ho modo di vedere lo stato di assoluta confusione, smarrimento e disperazione delle molte persone che affollano il pronto soccorso e, purtroppo, ho modo di constatare una certa freddezza, un distacco che ha poco di umano da parte di alcuni operatori sanitari e infermieri, non dei medici, perché non se ne vedono».

Da qui una serie di interrogativi che Domenici si pone: «Dobbiamo preoccuparci? Quello che ho visto, in un giorno settimanale, e non certo in un periodo di flusso turistico esagerato, è da considerarsi un fatto eccezionale o la "norma" di un pronto soccorso solo all'apparenza di avanguardia? Può quello che è successo essere spiegato solo con una "carenza di personale"?». E conclude provando a dare la risposta: «Personalmente, penso di no, per due motivi. Primo, perché lo spettacolo a cui ho assistito è certamente indice di cattiva organizzazione; secondo, perché l'umanità e la sensibilità verso le persone anziane con la mancanza di personale c'entra ben poco. Come cittadina, ma adesso anche come assessore del Comune di Rosignano, non posso che esprimere rammarico e preoccupazione per lo stato increscioso in cui versa il Pronto Soccorso di Cecina».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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