Sicurezza
«Dati ancora allarmanti e nessuna bonifica fatta»
CECINA. Dopo che l’Arpat (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana) ha fornito nei giorni scorsi i risultati dell’attività di indagine e monitoraggio svolta nell’anno 2013 nell’acq...
CECINA. Dopo che l’Arpat (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana) ha fornito nei giorni scorsi i risultati dell’attività di indagine e monitoraggio svolta nell’anno 2013 nell’acquifero di Cecina, in cui è emerso che il livello medio di contaminazione da trielina e percloro etilene delle nostre acque è ben al di sopra dei limiti di legge, il comitato “Trielina No Grazie” ha ribadito la sua amarezza in seguito ai risultati di tale indagine. A sfogarsi per questo ennesimo schiaffo morale è il coordinatore del comitato costituitosi nel 2011, Yuri Trusendi. «Il nostro comitato – spiega – con la sua attività è riuscito ad esercitare delle pressioni sugli enti preposti al controllo e monitoraggio dell’inquinamento, ottenendo dei buoni risultati in tal senso. Nonostante ciò ad oggi la vera e propria bonifica dell’area non è ancora cominciata, e stiamo andando avanti con una “Mise” (messa in sicurezza di emergenza). Questo intervento è stato appaltato dalla Regione Toscana - ente proposto alla bonifica dell’area – ad una ditta specializzata e consiste in un allestimento di alcuni pozzi che risucchiano l’acqua sotterranea per poi rimandarla al punto di partenza depurandola. E’ chiaro che trattandosi di “intervento d’emergenza”, questo meccanismo può avere la sua utilità soltanto se attuato per brevi periodi. La seconda parte della bonifica nel progetto delle Regione riguarderebbe l’installazione di un impianto di Sve (estrazione dei vapori), un intervento che di regola avrebbe dovuto prendere avvio già da tempo ma che ad oggi non risulta ancora in cantiere. Riguardo allo studio – conclude il portavoce del comitato – apprendiamo con una certa preoccupazione i dati che fondamentalmente rilevano un incremento dei valori dei contaminanti da associare presumibilmente alla notevole piovosità del periodo ottobre 2012-aprile 2013. E' importante ricordare che un aumento analogo dei valori di contaminante era avvenuto nel 2008- 2009, dove importanti lavori edilizi nell'area sorgente primaria (ex conceria Massini) - ovvero quelli relativi alla costruzione del centro commerciale di Poggio Gagliardo - hanno reso permeabile la superficie ed hanno causato maggiore infiltrazione. Inoltre, nella medesima area, uno dei pozzi (conceria Massini) che nel 2013 doveva essere cementato per evitare ulteriore contaminazione, è stato riempito di detriti durante i lavori di realizzazione del centro commerciale e non è stato quindi possibile eseguire l'intervento. Abbiamo da subito espresso le nostre perplessità sull'edificazione di centinaia di metri quadrati su una sorgente primaria di inquinamento». (g.p.)
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