La manifestazione
Raccolta dell’organico, ecco perché è un flop
Il comitato Rifiuti Zero: «Servono contenitori ad hoc e poi va estesa a tutto il territorio»
CECINA. Raccolta di rifiuti, un flop. Lo denuncia il comitato Rifiuti Zero di Cecina. «In occasione dell'incontro che il nostro Comitato promosse con i candidati sindaci alla vigilia delle elezioni, apprendemmo che Samuele Lippi, in caso di vittoria, era intenzionato ad estendere a tutto il territorio comunale la raccolta differenziata dei rifiuti, ma con modalità diverse dal Porta a Porta. Sarà un caso, ma proprio in questi giorni è comparso un articolo sul Tirreno che titolando: "Rifiuti, il porta a porta ancora non decolla" lascerebbe intendere che il porta a porta praticato da sei anni a S.P. in Palazzi non avrebbe funzionato, mentre poi nello stesso articolo si ammette che proprio grazie all'introduzione a Palazzi di questa modalità di raccolta di tipo domiciliare il comune di Cecina riuscì a raggiungere allora una percentuale di raccolta differenziata del 30% sul totale dei rifiuti prodotti». «In realtà - scrive per il comitato Enriotti - il porta a porta è praticato dalla stragrande maggioranza degli abitanti di Palazzi dove, per ammissione della stessa Rea, la percentuale di raccolta differenziata è dell'ordine del 70%».
«Mentre funziona bene la raccolta di carta, plastica, ecc., c'è un problema per la frazione organica che produce cattivi odori e che Rea ha cercato di risolvere limitandosi ad aumentare le giornate di raccolta. Ciò ha fatto lievitare i costi senza peraltro risolvere alla radice i problemi logistici per tutti gli abitanti. Sicuramente Rea sa che esistono da anni sul mercato diversi modelli di contenitori aerati e di sacchetti di carta e materiali cellulosici progettati per conservare rifiuti organici impedendone l'emissione di odori finanche per una settimana. Quanto poi all'inciviltà di alcuni che non vogliono rispettare le regole come la maggioranza degli abitanti, anche se il fenomeno esiste da anni, nessuno ha mai preso i dovuti provvedimenti. L'esperienza delle molte realtà italiane dimostra che il deterrente delle multe ai trasgressori non basta; solo l'estensione ad altri quartieri e progressivamente all'intero territorio cittadino di sistemi di raccolta di tipo domiciliare, ivi compreso ove possibile il porta a porta, con la contestuale eliminazione dei cassonetti stradali, può consentire una soluzione organica del problema e contemporaneamente far decollare la raccolta differenziata di qualità (abbattendo drasticamente la produzione di rifiuti indifferenziati) per raggiungere anche a Cecina, dove attualmente la media di R.D. è intorno al 32% (dati Regione Toscana 2012), quel minimo del 65% di R.D. che la legge impone ai comuni di raggiungere e che finora l'Amministrazione ha disatteso perché non se lo è mai posto come obiettivo da perseguire.Del resto, le modalità di raccolta di tipo domiciliare sono praticate con successo da oltre quindici milioni di abitanti in Italia con esempi importanti anche in Toscana: dei 28 comuni gestiti da Publiambiente nell'Empolese - Val d'Elsa, i 15 comuni che praticano il PaP raggiungono percentuali di R.D. dell'ordine del 90%, mentre nei 13 comuni che usano i cassonetti stradali la % di R.D. è mediamente inferiore al 40%». Queste sono le realtà con le quali la nuova Amministrazione di Cecina dovrà fare i conti per non perdere ancora tempo puntando su un improbabile miglioramento dell'attuale organizzazione.Occorre invece bandire una gara a livello nazionale per ottenere un progetto spinto di raccolta differenziata unito ad una strategia di comunicazione ambientale, come del resto indicato dall'o.d.g. del Consiglio comunale che il 30 settembre scorso approvò all'unanimità l'adesione alla "strategia rifiuti zero».
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