Sicurezza
Ma i pennelli sono vietati o no?
Cerrone e Lucibello denunciano ordinanze violate e pericoli non segnalati
CECINA. Ordinanze ignorate, pericoli non segnalati, competenze non chiarite, funzionari responsabili latitanti: sono questi gli argomenti che Vincenzo Cerrone, dirigente del Dipartimento Toscana di sociologia, affronta durante i convegni in giro per l'Italia e su cui anche Lucibello, in qualità di consigliere comunale a Riparbella, è molto attivo. «Gli amministratori locali affrontano spesso con superficialità la sicurezza e pensano di "rimaneggiare" le norme reinterpretandole nel tentativo di adeguarle alle esigenze dei consensi elettorali - accusano - . A Marina di Cecina è l'accesso ai pennelli antierosione a tenere banco: dopo mesi dalla loro ultimazione compaiono solo ora gli avvisi "attenzione scogliere in assestamento". Ad una prima analisi gli avvisi sembrano in evidente contrasto con l'ordinanza n. 14 emessa a giugno a firma Benedetti, che vieta, per tutta la stagione balneare 2014, il transito e la sosta sulle scogliere per motivi di sicurezza stante la fase di assestamento. La sola indicazione di un pericolo invece permette, con le dovute cautele, l'accesso». Recentemente il sindaco Lippi - ricordano Cerrone e Lucibello - ha dichiarato di avere provveduto a predisporre adeguata segnaletica essendo i pennelli ancora aree di cantiere e di voler renderli fruibili per la prossima stagione. «Questo è un altro punto che merita un approfondimento: si tratta di aree di cantiere oppure no? Questa differenza è sostanziale considerato che l'accesso dei non addetti ai lavori nelle zone corrispondenti ad "aree di cantiere" deve essere severamente impedito mediante recinzioni robuste e durature dotate di apposita segnaletica di divieto e l'ordinanza del sindaco sarebbe inutile in quanto il responsabile della sicurezza è un altro soggetto: il direttore del cantiere». Insomma «le contraddizioni che emergono appaiono inaccettabili trattandosi della sicurezza dei cittadini sulla quale non si dovrebbe mai scherzare e la confusione che regna sulla vicenda rappresenta un ottimo esempio di pessima gestione della prevenzione dei rischi, soprattutto se, come affermato negli atti, i rischi ci sono. Ci lamentiamo ogni giorno perché i cittadini sono indisciplinati, poco inclini al rispetto delle norme e del buon senso, poi sono proprio i nostri amministratori a proporre questi esempi di anarchia ».
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