Sicurezza
I garanti passano la mano a un collegio di giovani
Nell’ultimo incontro, svolto a porte chiuse, si è dato mandato a un gruppo di individuare il segretario o traghettatore che succeda a Roventini
CECINA. Era un atto dovuto agli iscritti tenerli fuori, loro e la stampa, dall’assemblea degli eletti che avrebbe dovuto discutere dei risultati degli incontri tra i garanti ed i membri dell’assemblea comunale, sui nomi dei papabili alla carica di segretario-traghettatore fino al prossimo congresso? Sì: per i tre garanti, Vincenzo Argentieri, Mario Carugi e Massimo Marini: per tutelare la discussione, dicono. Mettendo alla porta i giornalisti. Eppure le figure dei garanti dovrebbero essere ormai superate, in un partito moderno, in quanto figlie degli anni di piombo e del Pci, di quando ancora cioè non esistevano le primarie e si aveva bisogno di queste figure atte a reggere le sorti delle sezioni locali. Detto questo, nell’assemblea di ieri sera sono emerse importanti novità: dalla consultazione dei garanti sono emersi due nomi, Nicola Imbroglia e Giovanni Parenti, con il primo nettamente in vantaggio sul secondo. Ma nessuno dei due ha avuto un così largo consenso per indurre il Partito Democratico a chiudere la discussione su chi dovesse essere il nuovo segretario comunale e traghettatore. Si trattava, di fatto, se si fosse andati a una votazione, di due candidature deboli, questo trapela dalla discussione.
Per questo una nuova assemblea, anche questa a porte chiuse pare, è stata aggiornata ad un giorno ancora da definire della prossima settimana. L’ipotesi che prevale, non avendo una candidatura forte, e preso atto che Giovanni Parenti non ha dato la sua disponibilità a fare il segretario, potrebbe essere quella di mettere in campo un gruppo di giovani del partito, una nuova generazione di eletti dell’assemblea in grado di esprimere una candidatura unitaria. Aria fresca dunque. Si fanno i nomi, per questo collegio, di Edoardo Battini, Filippo Costalli, Sabrina Giannini, Federico Parenti, Federico Orazzini ed altri ancora fra le nuove leve. Il Pd locale dunque “rimetterebbe” il suo mandato nelle mani del collegio di questi giovani affinché possano individuare un percorso con cui giungere al nuovo segretario in attesa del congresso. Si ricorderà che alle due ultime assemblee a cui aveva assistito Il Tirreno il clima era piuttosto teso ma che ambedue le sedute si erano concluse in un clima rasserenato dal confronto politico tra le varie anime del partito. C’era chi aveva persino invitato a smetterla di fare distinzioni tra renziani, cuperliani e civatiani. E comunque il dibattito, a volte infuocato, che aveva visto presentare un documento di sfiducia verso il segretario dimissionario Benedetto Roventini, documento mai ritirato, aveva creato non pochi grattacapi, fino a giungere all’approvazione della mozione di Stefano Lessi all’una di notte di un mercoledì mattina, ad assemblea dimezzata, che rimetteva tutto nelle mani dei tre garanti. Dopo due settimane di consultazioni comunque, chi ipotizzava un ritorno dei grandi “vecchi” della politica cecinese alla guida del partito, è rimasto sconfessato dall’attuale collegio di giovani a cui la sezione cecinese del Pd sembra, il sembra è d’obbligo, voler rimettere il suo mandato. Rimane solo un dubbio da chiarire: se è come pare un vero rinnovamento, che riparte da una nuova generazione di eletti, perché tenerlo segreto?
Marco Cacci
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