Il Tirreno

storia

“L’Eco di Rosignano”, che gesta

“L’Eco di Rosignano”, che gesta

Nato 65 anni fa a cura dell’Università popolare si occupava di cultura

3 MINUTI DI LETTURA





Non tutti sanno che ben sessantacinque anni fa nel nostro territorio era diffusa una testata in cui si trattavano in ambito locale argomenti sulla pittura, il cinema, il teatro, la musica, la storia, la vita aziendale, la politica in senso lato e lo sport. Il giornale si chiamava "L'Eco di Rosignano" ed era un periodico tutto realizzato a cura dell'Università Popolare. Questa gloriosa associazione e la direzione del Teatro Solvay gestivano allora la maggior parte dell'attività culturale di tutto il comune, vale a dire la programmazione cinematografica, il cartellone del teatro di prosa con riviste, commedie musicali, concerti di musica classica e una ricca stagione lirica con la messa in scena di almeno due opere all'anno. Si organizzavano mostre di pittura, cicli di conferenze con la partecipazione di personaggi di primo piano, corsi di lingue straniere, scuola di danza e lezioni di musica per vari strumenti. Inoltre era a disposizione della popolazione una fornitissima biblioteca sempre aggiornata. Date queste premesse era pertanto naturale che nascesse un organo d'informazione per illustrare tutte queste attività e contemporaneamente per ospitare opinioni, inchieste, racconti, poesie e quant'altro. Quindi nell'ottobre del 1949 l'Università Popolare dette vita al primo numero del periodico "L'Eco di Rosignano" mettendolo regolarmente in vendita nelle edicole al prezzo di 20 lire, che l'anno dopo fu portato a 30 lire. La tiratura si aggirava sulle quattromila copie, una quantità di tutto rispetto. Della redazione facevano parte Giampiero Celati giornalista che più tardi si specializzerà nel campo dell'ippica e scriverà anche alcuni libri, Pietro Gazzarri un umorista di prim'ordine, Demiro Marchi sindaco del comune e professore di pedagogia, Aldo Tornadore giornalista, Guido Guideri insegnante e pittore, Dino Lessi mitico direttore del Teatro Solvay e particolarmente esperto di musica lirica e sinfonica, Renzo Mazzanti che diventerà geologo di chiara fama, Bruno Pischiutta medico ed eccellente caricaturista, Lorenzo Scateni uomo di cultura ed Egisto Squarci divenuto poi giornalista affermato. Del gruppo faceva parte anche il sottoscritto. Ero il più giovane, avevo tutto da imparare dagli altri e l'emozione fu grande quando per la prima volta in vita mia vidi pubblicati sul primo numero un mio racconto e due poesie. Quella fu anche l'occasione per il mio primo approccio diretto con la stampa di un giornale.

Giampiero Celati infatti ogni volta che doveva uscire "L'Eco" mi portava nella tipografia de "Il Tirreno" a Livorno dove insieme a un linotipista e a un impaginatore realizzavamo il giornale in una giornata. E lì cominciai ad imparare come si facevano i titoli e come si impaginava. Le spese di stampa erano coperte dalle casse della nostra Università Popolare, naturalmente nessun redattore percepiva un benché minimo compenso. Lavoravamo tutti gratis e ben volentieri, come d'altra parte facevano quelli che prestavano la loro opera nell'U.P. e nella gestione del cinema-teatro che erano tutti dipendenti della Società Solvay. Eravamo insomma una bella squadra di volontari. "L'Eco di Rosignano" continuò ad uscire nel 1950 e nel 1951. L'ultimo numero apparve in quell'agosto e con la testata modificata in "La voce di Rosignano". Con tutti i limiti che poteva avere un giornale locale come quello, quando usciva era un vero successo. Le copie andavano a ruba e le rese erano praticamente nulle. Evidentemente dopo gli anni oscuri e drammatici della guerra e le incertezze del primo dopoguerra, la gente aveva voglia di leggere e di essere informata. E "L'Eco di Rosignano" contribuì generosamente ad assolvere il suo compito di organo d'informazione culturale e di approfondimento dei problemi di quell'attualità.

Dino Dini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa