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Andrea Cigni spopola in Kazakistan

 Andrea Cigni spopola in Kazakistan

Successo al teatro di Almaty per l’opera del regista castiglioncellese

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CASTIGLIONCELLO. Il Kazakistan l’ha chiamato per allestire un’opera lirica sul poeta nazionale Abay: un successo strepitoso che per due sere ha riempito il Teatro dell’Opera di Almaty. Per ringraziarlo il governo l’ha insignito del Kobyz d’oro - strumento musicale kazako - che è un’onorificenza nazionale. Andrea Cigni è rientrato a Cremona dal Kazakistan, dove ha lavorato oltre un mese all’allestimento di quest’opera commissionata dallo Stato asiatico per omaggiare il suo poeta principale, vissuto nel secolo scorso. «Sono orgoglioso perché siamo stati noi italiani a parlare della loro cultura e perché si sono fidati di noi per raccontare qualcosa di sé», dice il regista lirico di Castiglioncello, formatosi professionalmente al “Ponchielli” di Cremona dopo una laurea al Dams e varie esperienze di teatro. «Agli italiani capita spesso così, all’estero ci apprezzano più di noi stessi …» commenta parlando a ruota libera di questa produzione commissionata dal giovane Stato kazako. «Sono indipendenti dal 1981 e hanno bisogno di affermare la propria identità nazionale. Hanno pochi titoli di lirica e di compositori moderni, questo è il più importante del repertorio e racconta di questo poeta innovatore, perciò cercavano un giovane regista metterlo in scena. Mi hanno conosciuto attraverso la Fondazione Pergolesi di Iesi, il cui direttore è un loro consulente, tra i nomi proposti hanno scelto il mio». Così sono iniziati quattro mesi di progettazione con un team tutto italiano che ha creato scenografie, costumi, luci per lo spettacolo. “Il linguaggio lirico è quello italiano, con un coro di 70 cantanti, un palcoscenico che si apre e videoproiezioni – prosegue - ma il mondo che si racconta è quello della steppa, dei nomadi con i loro costumi e tradizioni. Abbiamo testato il gusto del pubblico che ha risposto bene: il teatro dell’opera ha 1700 posti ed era pieno tutte e due le sere. È stato un evento promosso dai canali ufficiali perché questa produzione è simbolo della cultura musicale del paese e resterà in repertorio per i prossimi vent’anni». Cigni è carico di energia dopo questo riconoscimento e concluderà l’anno al conservatorio prima di tornare in Toscana, dove dirigerà il Festival Orizzonti a Chiusi per i prossimi tre anni. «Debutto dal 1 al 10 agosto con questo festival che avrà come ospiti esponenti del teatro e della danza italiani, dalla Socìetas Raffaello Sanzio ad Ascanio Celestini e Virgilio Sieni, oltre l’Orchestra del Maggio, incontri con Philippe D’Averio, mostre e laboratori». A settembre sarà a Sassari per “Carmen” di Bizet, poi in tournée in Lombardia con “Nabucco” di Verdi, ed ad Avignone con “Don Pasquale” di Donizetti. Tra un impegno e l’altro un tuffo a Castiglioncello e un po’ di riposo a Pescia, dove ha comprato casa.

Federica Lessi

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