Il Tirreno

Porto, la società cambia nome

di Manolo Morandini
Porto, la società cambia nome

Matteoli: «Circolo conferiva sui mercati internazionali una connotazione amatoriale al progetto»

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CECINA. Cambio di passo in darsena. La Regione rinnova la Valutazione d'impatto ambientale per il progetto del porto turistico di Cecina. E consente al Circolo Nautico Spa di spostare in avanti la fine dei lavori, al 20 maggio del 2019. Società che nel frattempo conferma il consiglio di amministrazione uscente per un altro triennio e nella carica di presidente Giuliano Matteoli. Il passaggio viene deciso dall’assemblea dei soci che segna anche il battesimo della Porto di Cecina Spa. È questa la nuova denominazione che taglia i ponti con il passato per proiettare l’approdo in una nuova dimensione. «Una scelta ponderata e che si propone di dare più credibilità al progetto sul mercato internazionale – afferma il presidente Matteoli –. Continuare a chiamarci Circolo nautico significava conferire una connotazione amatoriale e associativa che non si addice con le credenziali del nuovo porto».

Dei trascorsi cinque anni ben tre se ne sono andati in autorizzazioni. Carte necessarie per intervenire alla foce del fiume, a mare e a terra. E tutte successive al provvedimento di rilascio della Valutazione d’impatto ambientale (Via) da parte della Regione Toscana, nel 2009. Di fatto i lavori sono iniziati a marzo del 2012 e per stessa ammissione della società «lo stato di avanzamento è di soli due anni». E il cantiere con la fine di luglio si fermerà per un mese, anche per non interferire con le attività di balneazione. «Le barche un po’ alla volta stanno entrando in porto – dice Giuliano Matteoli –. Procediamo a piccoli passi, mano a mano che gli ormeggi sono pronti. Ma ogni settimana gli spazi stanno crescendo al ritmo di una trentina di posti barca. C’è una squadra di dodici persone che lavora al montaggio dei pontili».

Il rinnovo della Via è un passaggio che non registra particolari novità rispetto a quanto indicato nella prima versione del 2009. Confermato il monitoraggio sia della linea di costa come sui sedimenti scavati nel caso siano impiegati per il ripascimento. E a proposito dei materiali di scavo nella darsena nuova «si tratta di sedimenti limosi che si sono accumulati nei secoli con le piene del fiume – sostiene il presidente Porto di Cecina –. Monitorando la situazione su un raggio di tre miglia sia a nord che verso sud rispetto alla foce si trovano le stesse caratteristiche chimiche e fisiche nella sabbia».

Dalla società arriva anche un impegno in chiave trasparenza. «A controllare non sono solo gli enti concessori, ma anche un soggetto terzo com’è l’Università di Firenze attraverso un accordo con il pool guidato dal professor Enzo Pranzini. E stiamo anche organizzando un sito internet ad hoc in un’ottica di trasparenza per dare la massima disponibilità di accesso ai dati rilevati».

La giunta regionale nella delibera di rinnovo della Via al progetto che nel frattempo non ha subito variazioni rispetto alle stesura originaria, ricorda alla Porto di Cecina che «devono essere presentati il progetto dell’argine remoto in destra del fiume Cecina, a valle del ponte ferroviario, e la verifica dell’esistente muro della Caserma». Entrambi interventi che sono necessari per la messa in sicurezza idraulica delle aree portuali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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