Il Tirreno

Un monumento al donatore di sangue

Un monumento al donatore di sangue

L’ha inaugurato l’Avis davanti alla propria sede, è firmato dallo scultore Alessandro Marzetti

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CECINA. Con l’inaugurazione del monumento al donatore di sangue, la sezione Avis comunale di Cecina “Giancarlo Parenti” completa un percorso. Ieri mattina, di lato alla sede della Pubblica assistenza, autorità civili e non solo sono intervenute per partecipare alla cerimonia il cui significato va oltre il taglio del nastro e i discorsi di prassi. Merito di Marco Sozzi, ex presidente, se la scultura di Alessandro Marzetti è realtà per chi ha deciso di aiutare il prossimo con un gesto semplice ma efficace. La solidarietà è del resto un rubinetto che disseta, mai allaga. L’idea di ricordare migliaia di persone che nel tempo hanno sostenuto la causa è del 2011, quando per la prima volta venne proposta in consiglio. Ad ospitare le mani che si intrecciano e ricevono una goccia di sangue – il bozzetto scelto poi divenuto opera – è il luogo più adatto, a un passo dagli uffici dell’Avis cittadino. Tre gli artisti interpellati: Andrea Carciola, Ferdinando Cerri e Alessandro Marzetti di Volterra, il prescelto dalla commissione composta da Franco Biancani, Antonio Garigali, Anna Maria Salvi, Claudio Di Nardo e Francesco Bozolo. Gli interventi a sostegno dell’associazione non sono mancati, perché Sozzi – donatore storico – nel breve intervento non ha dimenticato «la preziosa collaborazione di molti, come l’ex sindaco Stefano Benedetti», che era presente con l’assessore Giamila Carli, la Pubblica assistenza, l’ingegnere Massimiliano Fantacci, le ditte Tri.sond di Gianluca Pippia e Simone e Loriano Pacchini per completare il progetto. «Benedire significa fare del bene al prossimo», ha detto don Marco Fabbri prima del Padre Nostro. Poi gli altri interventi, tra cui quello del presidente Avis Massimo Simoncini. I donatori, ha ricordato, sono più di mille e la nostra sezione è in crescita. Per questo non bisogna dimenticare chi, scomparso, tanto ha fatto per arrivare fino a qui: Giancarlo Parenti, Mauro Meucci, Vincenzo Ugli Ancellotti, Giovanni Meucci, Paolo Bertini e gli altri, ai quali è dedicato il monumento, un simbolo e un punto di riferimento per le nuove generazioni, il futuro del sodalizio.

Michele Falorni

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