Il dolore
Braccio di ferro tra municipio e governo
Per Cecina vale 23mila euro il recupero della tassa di concessione sui cellulari in uso all’ente
CECINA. Braccio di ferro tra Comune di Cecina e Governo. In palio c’è una posta da 23mila euro che l’amministrazione conta di recuperare da Roma per i quattro anni in cui ha versato la concessione governativa per i 37 telefoni cellulari, tra il 2006 e il 2009. E a dare manforte alle istanze cecinesi sono i pronunciamenti favorevoli sul caso sia in primo grado che in appello. Ma non basta perché l’Avvocatura generale dello Stato ha impugnato la sentenza ed è ricorso alla Suprema corte.
Eppure, con l’entrata in vigore del Codice delle telecomunicazioni (Dlgs 259/2003) lo Stato ha stabilito che non è più dovuta per la pubblica amministrazione la tassa di concessione governativa per la telefonia mobile, tassa che invece è stata ancora inserita nelle bollette e regolarmente pagata dagli enti. Al punto che Cecina si è messo in scia all’Anci, l’Associazione nazionale dei comuni italiani, e preteso il rimboso di quanto versato tra il 2006 al 2009.
L’amministrazione cecinese ha dalla sua più di un pronunciamento sull’illegittimità della tassa sui cellulari, che comporta un versamento mensile di 12,90 euro per ogni utenza in dotazione, e tra questi sette distinte ordinanze proprio della Suprema corte.
Per il recupero dei soldi - nel dettaglio 22.979,80 euro oltre gli interessi di legge -, il Comune di Cecina si avvale del supporto dei professionisti messi a disposizione dall’Anci Toscana. Una soluzione che consente di contenere le spese, ma che dà anche la dimensione del problema su scala Toscana e nazionale. Il tutto dopo che il Comune ha presentato negli anni scorsi l’istanza alla competente amministrazione delle Finanze per il recupero della tassa e per questa via portare un’entrata extra nelle casse comunali.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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