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Rifiuti, il porta a porta ancora non decolla

Rifiuti, il porta a porta ancora non decolla

Da Palazzi tanti preferiscono andare a scaricare l’immondizia a Cecina Esasperati i commercianti della zona del Ponte: cassonetti strapieni

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CECINA. La raccolta porta a porta di Palazzi torna a far parlare di sé. Non è un segreto che in alcuni dei cassonetti dell’indifferenziata a Cecina vengano scaricati i rifiuti della differenziata di Palazzi, bidoni che in alcuni casi sono stati date alle fiamme. Gli episodi non sono ovviamente collegati, ma certo il disagio di chi a Cecina ha un bidone dei rifiuti di fronte casa, o all’attività commerciale, e tutte le mattine deve fare i conti con quei cittadini di Palazzi che, noncuranti del porta a porta, preferiscono non differenziare i rifiuti ma farsi un giretto in auto verso il miglior posto dove scaricare, ingombrando anche il marciapiede, appare sempre più evidente.

La storia. Il porta a porta a San Pietro in Palazzi fu istituito circa 6-7 anni fa per far raggiungere al Comune la quota del 30% di rifiuti differenziati. Fu un “colpaccio”: raggiungere questo obiettivo ha infatti permesso al Comune di avere maggiori introiti da parte della Regione come comune virtuoso. Soglie di cui oggi non ci si accontenta più. Sarà anche per questo che il neo sindaco Lippi ha messo nel suo programma elettorale l’estensione della raccolta differenziata (non il porta a porta) anche al resto della città.

I primi problemi. Ci furono, e nacquero quando la raccolta dell’umido era ancora programmata due volte a settimana. La gente conviveva con i cattivi odori in cucina. Non era il massimo. Poi la Rea decise di raccogliere l’umido anche 5 volte a settimana, insieme ad altri cestini della differenziata. Tuttavia il riscontro positivo che Rea e Comune si aspettavano dalla cittadinanza è venuto solo in parte. A Palazzi c’è chi la differenziata non la vuole proprio fare. «Troppo faticoso», è la frase che serpeggia nei bar di Palazzi o fino a qualche settimana fa nelle file delle mamme all’uscita dalle scuole. Questo nonostante la raccolta differenziata sia prassi consolidata nel nord Italia e si stia cercando di allargarla, anche se a macchia di leopardo, a tutta la penisola, per motivi che vanno dalla sostenibilità ambientale al riciclo dei rifiuti.

La denuncia. E così capita che mentre indaghiamo sui cassonetti andati in fiamme la gente ci avvicini e ci chieda di fare un appello affinché i rifiuti differenziati di San Pietro in Palazzi non siano accumulati nei cassonetti di Cecina o peggio ancora sui marciapiedi adiacenti, fino ad arrivare all’ingresso delle abitazioni o dei negozi. «Non ne possiamo proprio più - dice un commerciante nella zona del Ponte -. Ogni mattina – chiosa – tocca a me fare le pulizie».

Il piano del Comune. Già nel programma elettorale di Lippi si parlava di estendere la raccolta differenziata a tutta la città. In un mondo in cui il depauperamento delle risorse è ai massimi livelli, concetti come la sostenibilità, pur partendo dal piccolo, possono fare la loro parte.

Marco Cacci

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