Finanza
Progetti edilizi, uno stop per molti
Scadute le schede del regolamento. Il Comune obbligato ad un monitoraggio per decidere le priorità
ROSIGNANO. Alberghi, complessi turistici e sportivi, residenze turistico alberghiere come, tanto per fare l’esempio più noto, il progetto del Ciucheba a Castiglioncello, ma anche complessi residenziali sparsi sul territorio. A partire da oggi tutto dovrà essere rivisto attraverso un monitoraggio attuato dal Comune. Sono infatti trascorsi cinque anni dall’approvazione definitiva del Regolamento Urbanistico. A concretizzarsi saranno solo i progetti il cui iter è in stato di avanzamento e quelli contenuti ed approvati nelle Varianti Urbanistiche. Nel contempo sono entrati in vigore, proprio in questi giorni sono state pubblicate sul Burt, le nuove norme tecniche d’attuazione contenute nella Variante urbanistica parziale del Regolamento approvate dal consiglio comunale il 31 dicembre 2013 nonché l’allegato relativo alle nuove norme sul Demanio. Novità, dunque, per quanto riguarda la programmazione territoriale. Schede normative di indirizzo progettuale: ossia i singoli piani o progetti che cittadini e imprenditori, dopo averne fatto richiesta, si sono visti inserire nel Regolamento Urbanistico. Attualmente sono scaduti. Si salvano solo i progetti già iniziati (o il cui iter burocratico è già a buon punto) nonché quelli che nel frattempo sono stati sottoposti approvati nelle Varianti Urbanistiche. Basta scorrere la lunga lista dei progetti contenuti nelle schede normative per capire che, soprattutto per quanto riguarda la realizzazione di complessi turistici o alberghieri, si è trattato soprattutto di un libro dei sogni. A Castiglioncello, ad esempio, al momento sfumano gli interventi relativi ad alberghi fino da 110 o 160 posti letto previsti soprattutto nella zona a monte della frazione, i complessi turistico ricettivi da 135 posti letto, ed anche l’ormai noto progetto di riqualificazione dell’ex discoteca il Ciucheba del quale si parla da 5 anni. Sfumano, ma solo per il momento, perché, come spiega l’assessore all’urbanistica Margherita Pia, sono scaduti i diritti soggettivi: “come ci impone la normativa quando scade un Regolamento Urbanistico dobbiamo iniziare con un monitoraggio sul ogni singolo progetto. Dobbiamo fare il punto della situazione e vedere quali siano i progetti già avviati, quali possono essere riconfermati e quali, invece, dovranno essere modificati o annullati. Parallelamente al monitoraggio verrà dato il via, sempre come impone la normativa (Decreto del Presidente di Giunta Regionale del 2011 e dunque non attivo al momento dell’approvazione del Regolamento Urbanistico) , ad una indagine geologica con relativa microzonizzazione del territorio. Una volta terminato l’iter, documenti e relazioni tecniche alla mano, dovrà essere riscritto il “libro” relativo alle schede normative e di indirizzo”. Il monitoraggio diventerà il nodo centrale per riprogrammare urbanisticamente il territorio. Di fatto l’amministrazione comunale dovrà capire quali meccanismi abbiano fatto rinunciare gli imprenditori ad investire, ad esempio, su nuove strutture ricettive e se queste verranno o meno reinserite nel nuovo Regolamento Urbanistico anche stante gli interessi dei privati e le esigenze mutate del territorio. “Un monitoraggio che non faremo da soli – dice Pia – ma anche attivando un iter in Regione e discutendo con il Consiglio comunale. Personalmente mi pongo a questa revisione in maniera laica e di attento ascolto delle necessità del territorio”. L’assessore non si sbilancia sui tempi ma, indicativamente, monitoraggio e studi geologici porteranno via almeno un anno. A salvarsi i piani inseriti nelle Varianti Urbanistiche approvate in consiglio comunale o in corso di approvazione (ad esempio la Città al mare e la riqualificazione del Podere San Francesco a Vada, la riqualificazione del cinema a Castiglioncello, il progetto relativo alle Morelline, Il nuovo Distretto Socio Sanitario…) e quei progetti per i quali sia già stata attivata una convenzione con il comune. Infine si salverà anche l’H5 il cui iter progettuale è in corso. Demanio – già pubblicate sul Burt e dunque in vigore, le nuove regole relative alla fascia demaniale. Regole che non sono uguali per tutti ma che si distinguono a seconda del tipo di costa. E dunque se nella zona del Quercetano, a Castiglioncello, dove la costa è alta, gli stabilimenti balneari potranno riqualificarsi progettando ampliamenti o servizi sfruttando l’altezza, nella zona di Pietrabianca, Vada e Mazzanta, gli ampliamenti volumetrici o le strutture per migliorare i servizi potranno essere realizzate sfruttando l’ampiezza delle spiagge. Prevista una nuova concessione a nord del Fine per la realizzazione di una spiaggia per cani mentre, lungo la passeggiata di Castiglioncello, potranno essere sfruttati i terrapieni esistenti, per realizzare attività commerciali. Variante Regolamento Urbanistico – anche in questo caso le normative sono state pubblicate sul Burt e quindi in vigore dal 25 giugno. Le nuove norme generali permetteranno di riqualificare gli edifici esistenti anche attraverso frazionamenti e cambio di destinazione d’uso. Rivista la normativa dei frazionamenti uniformando il taglio (fino ad oggi vigeva il limite dei 60 mq di superficie lorda che viene portato a 45mq netti). Una boccata d'ossigeno a giovani coppie e anziani. “Anche in questo caso – commenta l’assessore all’urbanistica – abbiamo cercato di semplificare quanto più possibile ridefinendo le regole di base e gli standard delle pertinenze. Crediamo che con queste modifiche sarà più semplice per i cittadini intervenire urbanisticamente mettendo in moto anche il comprato edilizio che sta attraversando da tempo una forte crisi”.
Alessandra Bernardeschi
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