Attenzione
Lizabeta e i suoi angeli stranieri
Bibbona: ragazza peruviana rischia di affogare, salvata da due giovani marocchini
BIBBONA. Dal Perù passando per l’Italia fino ad arrivare in Marocco. Tre storie di vita tanto lontane e così diverse che sembrava non dovessero incontrarsi mai. Per fortuna di Lizabeta Carolina Cano Camacho, una ragazza peruviana di sedici anni, lunedì scorso, invece, a sentire la sua disperata richiesta di aiuto c’erano due ragazzi marocchini. Nonostante il mare quasi completamente piatto, infatti, la ragazza, trascinata da una forte corrente, stava annegando. A strapparla dalla morte sono stati Zakaria Mouahid, bagnino ventenne in servizio solo da pochi giorni per conto del comune di Bibbona, e Cherki Essaadi. Trentotto anni, da due custode e responsabile della spiaggia del camping Le Esperidi, residente a Bibbona in pieno centro storico.
«Siamo arrivati al campeggio domenica e il giorno dopo, approfittando della bella giornata e del mare calmo, abbiamo deciso di fare il bagno», spiega Annamaria, la madre di Lizabeta che da molti anni vive in Italia e lavora come domestica per una famiglia di Greve in Chianti. Che aggiunge: «Erano da poco passate le 13.30 e ho visto mia figlia in difficoltà». Annamaria fa appena in tempo a rivolgersi alla torretta dove Zakaria si è già accorto della ragazza. Con lui anche Cherki Essaadi corre nel punto dove si sta consumando l’incidente. «Abbiamo sentito chiamare aiuto, la ragazza si dimenava – dice Cherki, il custode delle Esperidi, originario di Boujaad, città marocchina in mezzo alle montagne Atlas –. Zakaria, che è ai suoi primi giorni di lavoro, si è tuffato e in un attimo ha raggiunto Lizabeta. Una volta arrivato in battigia l’ho aiutato ad adagiarla in battigia e ho subito chiamato il 118».
Mentre prestano le prime cure alla ragazza peruviana, Zakaria e Cherki coordinano i soccorsi. «Lizabeta era spaventatissima e aveva bevuto molta acqua – spiega ancora il custode delle Esperidi – l’ambulanza della pubblica assistenza l’ha trasportata subito al pronto soccorso di Cecina, dove è stata dimessa soltanto in serata». Ieri, quando siamo andati a trovare Cherki e Lizabeta, al camping di Marina di Bibbona tutti parlavano dell’episodio.
«Lavoro qui alle Esperidi dallo scorso anno e il turno dei bagnini prevedeva un “buco” di circa due ore a ridosso dell’ora di pranzo – spiega Cherki – se il Comune non avesse previsto di modificare il servizio per questa estate, garantendo così una continuità nel pattugliamento della spiaggia, oggi probabilmente saremmo qui a parlare di una vera tragedia».
Da lunedì Cherki, una vera celebrità alle Esperidi, si è trasformato da quel ragazzo che, appena trentenne, arrivò in Italia in cerca di lavoro e di un futuro migliore, in un eroe. «Non sono un eroe, ho solo fatto il mio dovere – spiega un po’ imbarazzato –. In Marocco ero appassionato di politica e scrivevo su un giornale locale, quando sono arrivato nel 2006 in Italia, prima a Bibbona e poi a Torino, ho fatto il boscaiolo, il contadino e ho lavorato nei mercati. Qui mi trovo bene con tutti, a partire da Umberto Mannoni che ha subito avuto fiducia in me».
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