Il Tirreno

«Un atto d’amicizia» Anche don Fiordaliso difende Nogarin

«Un atto d’amicizia» Anche don Fiordaliso difende Nogarin

L’appello del sindaco di Livorno per l’amico derubato fa discutere e divide: «Trovata politica», «No, parole vere»

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CASTIGLIONCELLO. “Io non sto a guardare”. Con questo slogan Filippo Nogarin aveva scritto una lettera all’ “amico derubato”, ovvero Filippo Torrini titolare del negozio di fotottica Controluce a Castiglioncello insieme al la moglie Saveria Pardini ai quali hanno portato via 1500 paia di occhiali (bottino di circa 50mila euro). Un gesto di solidarietà verso “il Torre” (come lo chiama affettuosamente Nogarin) ma anche un appello alla comunità castiglioncellese perché non stia ferma, immobile, ma contribuisca con un gesto concreto a far sentire il titolare del negozio meno solo. Un’iniziativa, quella di Nogarin, che ha sollevato consensi e polemiche. Quest’ultime arrivano soprattutto da Livorno, città che lo ha eletto sindaco alle ultime amministrative. I consensi ed i plausi, invece, sono soprattutto castiglioncellesi. Non solo di amici e conoscenti del Noga e del Torrini.

Che è successo a Livorno? Che fra alcuni che hanno stretto la mano al Noga per “il bel gesto” ce ne sono stati molti che, sui social network (soprattuto Facebook) hanno criticato, anche duramente, il primo cittadino pentastellato. Si sono sprecate battute del tipo: «Sindaco, allora aiuti anche me che ho perso il lavoro». Oppure: «E tutti gli altri che hanno subito un furto? Che si fa?». Nel mirino la scelta “politica” di Nogarin: «Un bel gesto umano - scrivono - ma una pessima mossa politica». Insomma, alcuni livornesi non l’hanno mandate a dire al loro sindaco. Invitando a fare qualcosa di altrettanto concreto per chi sta male nella città dei Quattro Mori.

Diversa la reazione a Castiglioncello. Qui Nogarin è di casa, come tanti conoscono i titolari del negozio di foto ottica. Tra le difese del Noga si registra, più o meno appassionate, anche quella del parroco di Castiglioncello don Francesco Fiordaliso: «Mi fanno pena - scrive il sacerdote su Facebook - i commenti di diversi livornesi, da cui, come livornese, prendo le distanze nel modo più assoluto. Mi fanno pena prima di tutto perchè non capiscono che quello che è successo a Filippo (il Torre) e Saveria Fotografa è un fatto che ha ferito tutti noi che li conosciamo come amici prima ancora che come commercianti, ma soprattutto mi fanno pena perchè non conoscono Filippo e Saveria e si perdono davvero tanto, avrebbero capito che quello che ha scritto Nogarin è solo un atto di amicizia per due persone che meritano questo e altro! »

E come don Fiordaliso tanti altri castiglioncellesi hanno apprezzato,ma soprattutto capito, il senso dell’appello di Nogarin. Tanto è vero che tra martedì ed ieri (giorno della riapertura del negozio) molte persone sono corse ad acquistare occhiali da Controluce. Compreso Nogarin, naturalmente. E su Facebook, con l’hastag #controlucericomincia, non sono mancate foto di clienti che hanno voluto immortalarsi indossando gli occhiali appena comprati. Un gesto di amicizia, hanno scritto, per due amici sfortunati. Con la poltica che, per una volta, è rimasta alla finestra.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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