La manifestazione
I bambini di Abbiati recitano Hemingway
Saranno in scena nelle sale del castello Pasquini dal 3 al 6 luglio con “Il vecchio e il mare”
CASTIGLIONCELLO. Metti un castello vicino al mare, un gruppo di bambini e due anziani. Il sogno del mare che unisce tutte le età, l’uso di raccogliere legni e conchiglie, una falegnameria per inventare e l’acqua da far suonare in secchi e bottiglie. Pochi tratti carichi di suggestioni evocheranno “Il vecchio e il mare” di Hemingway, lo spettacolo di Roberto Abbiati che andrà in scena al Pasquini dal 3 al 6 luglio (2 repliche a pomeriggio). Frutto di un percorso con i bambini nelle scuole, con cui l’attore ha lavorato durante l‘inverno, il laboratorio sul romanzo di Hemingway è iniziato con la fine della scuola, quando i 12 ragazzi tra 10 e 12 anni di Rosignano hanno chiuso i libri e si sono apprestati all’avventura. A recitare, ma anche a cantare, muoversi e suonare cosa non credevano che si potesse. Ci ha pensato Alessandro Nidi, compositore e direttore d’orchestra a Parma, a fargli sentire il rumore dell’acqua, che diventerà un inedito concerto per lo spettacolo. Mentre Lucia Baldini, fotografa, ha insegnato loro il senso delle immagini, di cui il testo è ricco. Tanto che di anziani non ne hanno uno, ma addirittura due: Beppe Danesin e Toni Olivieri, entrambi over 60 e abili con il legno. Perchè non poteva mancare la falegnameria, scrigno da cui escono gli spettacoli di Abbiati – come “Girafe” e “Moby Dick” - incantevoli scenari fatti di sagome di legno, animazioni, meccanismi che evocano i piccoli teatri di una volta.
«Lo spettacolo si svolgerà al secondo piano del castello ed è concepito come un percorso con 5 allestimenti – spiegano Abbiati e Baldini – il pubblico seguirà l’evolversi del racconto con immagini e suggestioni, che alla fine vorremmo suscitassero il senso del libro di Hemingway. Coi bimbi abbiamo lavorato sul concetto del mare, su come suonare l’acqua, ma anche con la raccolta di oggetti come legni e bottiglie. Con loro ci troviamo 3 ore al giorno per la recitazione e siamo molto esigenti. Con gli anziani abbiamo realizzato le opere di falegnameria, mentre i ragazzi hanno aggiunto piccoli lavori manuali. La cifra dello spettacolo è il rapporto tra anziani e bambini: abbiamo voluto che i primi avessero un atteggiamento amorevole coi piccoli e questi avessero stima degli anziani».
“Il vecchio e il mare” sarà uno spettacolo diffuso al piano delle mostre, con parole che si ripetono, diventano gesti e coreografie, spazi lasciati all’improvvisazione (come un intervento di Danesin), rumori come il vento e le onde che immergono in uno scenario toccante, dove “il bimbo piange di contentezza quando il vecchio ritorna”.
Info: www.armunia.eu.
Federica Lessi
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