Il Tirreno

Barabino ora chiede la presidenza del consiglio comunale

di Marco Cacci
Barabino ora chiede la presidenza del consiglio comunale

«Non per me, ma per il mio gruppo». Poi si rivolge a Lippi «Un gesto distensivo, se parla di collaborazione agisca»

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CECINA. Non è una notizia che le minoranze di centrodestra in consiglio comunale preannuncino un’opposizione ferma e dura, interrogazione su interrogazione e mozione dopo mozione. Del resto la campagna elettorale che ha accompagnato l’elezione del nuovo sindaco è stata tesa e non certo condotta in punta di fioretto.

È una notizia, invece, la richiesta che Paolo Barabino fa, e senza mezzi termini, rivendicando la presidenza del consiglio comunale per il suo gruppo. «Se la maggioranza – afferma Barabino – volesse fare un gesto distensivo, ci dovrebbe concedere l’onore delle armi. Se con il 48% si vuol parlare di collaborazione, bisogna passare dalle parole ai fatti. Per questo, quando parlerò con il neo sindaco Samuele Lippi, gli chiederò di riconoscerci la presidenza del consiglio comunale».

Barabino, che in queste elezioni, come in quelle del 2009, ha portato il centrosinistra al ballottaggio, alza il tiro. Non lo fa “a titolo personale”: «È un riconoscimento - afferma - che chiedo per il nostro gruppo, non per me stesso». Certo, queste parole potrebbero far pensare che il capogruppo della formazione di centrodestra sia sempre più convinto di presentare le sue dimissioni da consigliere, in occasione del primo consiglio comunale aperto che si svolgerà domani sera in piazza dei Mille a San Pietro in Palazzi.

Per adesso Barabino, forte dei consensi ottenuti alle elelezioni amministrative anche se deluso sicuramente della sconfitta che fa il bis con quella del 2009, si investe (del resto al ballottaggio ci è andato lui) del ruolo di primo e più importante referente dell’opposizione a Cecina.

Con una città spaccata idealmente su due fronti, anche se poi le divisioni sono più articolate, il messaggio che Barabino lancia è molto chiaro, e questo può significare solamente due cose: non solo la presidenza del consiglio comunale, ruolo chiave per molti delicati passaggi, che garantirebbe al suo gruppo, lista Tovani permettendo, un ruolo di controllo sulle attività del consiglio stesso.

Ma anche, e non è una cosa da sottovalutare, un numero maggiore di presidenze di commissioni consiliari rispetto alla passata legislatura: «Quando – afferma Barabino – noi dell’opposizione avevamo solo la presidenza di due commissioni. Adesso, visti i risultati elettorali, ce ne aspettiamo molte di più».

Barabino lancia la sua sfida a Lippi sul sentiero del «cambiamento tanto decantato dal neo sindaco». Lo stesso Lippi, che per la prima volta nella storia di Cecina, in consiglio potrà usufruire di una maggioranza monocolore, dovrà fare i conti con i malumori interni al Partito Democratico e degli alleati di coalizione che non sono rientrati in consiglio comunale.

Giocoforza il neo sindaco, come spera Barabino, propenderà tra maggiori concessioni all’opposizione, o sarà più orientato verso una redistribuzione degli incarichi verso i delusi del suo partito e i suoi alleati alle elezioni?

La politica del bilancino si annuncia sempre più dura. Nel frattempo la situazione nel centrodestra - dopo le divisioni pre-elettorali - non è molto cambiata.

Pamela Tovani, candidata sindaco della lista civica Cecina Insieme, raggiunta telefonicamente, afferma di non aver ancora parlato con Paolo Barabino. L’opposizione, rappresentata appunto da Tovani e Barabino, oltre ai 5 stelle, sarà divisa anche sui banchi consiliari?

«Non ci ho parlato, tuttavia - afferma Tovani - non vedo perché non ci dovrebbe essere collaborazione tra i nostri due gruppi in consiglio comunale».

Domani sera alle 21 l’insediamento pubblico in piazza a Palazzi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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