La manifestazione
Cassonetti a fuoco in centro forse un piromane a Cecina
Negli ultimi quindici giorni gli episodi registrati dalla società Rea sono 13 Vigili del fuoco costretti a intervenire in pieno giorno in viale Fratelli Rosselli
CECINA. Incendi non solo di notte ma anche in pieno giorno. L’ultimo ieri mattina, in viale Fratelli Rosselli a Cecina. L’episodio si verifica a distanza di una manciata di giorni da un altro caso analogo, accaduto a poche centinaia di metri di distanza. Anche in questo secondo caso a fuoco sono andati due cassonetti, ma collocati sulla via Aurelia. Il tutto a margine del centro della città. La scia d’incendi presumibilmente dolosi ai danni dei cassonetti della spazzatura a Cecina che prosegue senza interruzioni.
«Nelle ultime due settimane ne sono stati bruciati tredici – afferma il presidente Rea, Lilia Benini –. Incendi che in più di un caso hanno coinvolto le aree circostanti, come per esempio quando le fiamme hanno lambito e poi avviluppato le autovetture vicine». Anche i vigili del fuoco hanno qualche dubbio che un piromane si possa essere spinto così lontano, e cioè a dar fuoco a un cassonetto in una zona molto frequentata in pieno giorno. Per di più in una zona dove sono presenti delle telecamere. Differenti valutazioni invece le possiamo fare per quanto concerne le ore notturne.
I primi roghi. Il fenomeno è da ricollegarsi anche agli incendi di autovetture che in campagna elettorale avevano colpito Cecina e Rosignano? Il primo episodio dovrebbe risalire all’11 aprile, quando attentati incendiari tra Cecina, San Pietro in Palazzi e Rosignano colpirono diverse autovetture costringendo i vigili del fuoco a spendersi in una corsa contro il tempo durante la notte. Il 20 aprile poi, due cassonetti andarono in fiamme nella notte a Cecina. I due contenitori per la carta, in via Monte Cristallo, stavano bruciando. Mentre i vigili erano sul posto per domare le fiamme, l’allarme per un secondo cassonetto della carta che stava andando a fuoco poco distante, in via Carlo Cattaneo (nello stesso quartiere).
Bocche cucite. Stretto riserbo sul nesso tra questi episodi, la trama è più intricata del previsto perché potrebbero esserci più mani dietro gli incendi, ma gli investigatori sono al lavoro. La Rea ha già presentato una sfilza di denunce ai Carabinieri di Cecina. Si può parlare dell’opera di uno o più piromani? Non ci sono conferme, ma probabilmente sì. All’inizio di questa storia, circa quattro mesi fa, al primo incendio di cassonetti nella zona del ponte di Cecina, si pensò a una bravata. Oppure a una ripicca. Poi gli incendi iniziarono a farsi sempre più frequenti. E alla mente balenarono gli episodi dolosi di incendi di auto, sia a Cecina che a Rosignano, di qualche settimana prima.
Per i vigili del fuoco rimane da capire se si tratta di una trama pianificata, più che di un gioco pericoloso. Oppure di alcuni episodi dolosi seguiti da altri per spirito di emulazione. A maggior ragione del fatto che il contenuto del cassonetto brucia tutto, ed è quindi difficile dire che cosa ha scatenato l’incendio. Non si può neanche capire se è stata utilizzata per tutti i cassonetti la stessa tecnica per dargli fuoco.
La scia di fiamme. Le strade di Cecina al momento interessate dagli ultimi roghi sono state via Pascoli, via Ferrucci, corso Matteotti, piazza della Libertà, via Volta, via Rosselli e corso Italia. Chissà se c’è una logica che lega il succedersi degli incendi oppure è tutto più casuale, come il semplice quanto pericoloso gioco di uno o più piromani.
Piromani? Eventi occasionali? Una o più mano? E se ci sono più piromani, è una strategia coordinata? Risposte è difficile darne. Certo è che risulta un po’ difficile credere che tredici cassonetti possano prendere fuoco in due settimane per errore. Senza contare il danno economico a carico della società che gestisce il ciclo di ritiro e smaltimento dei rifiuti. «In genere – afferma il presidente Rea, Lilia Benini – i cassonetti incendiati sono quelli del multimateriale e della carta, forse perché i più inclini a prendere fuoco. Il danno, quello economico, non è da meno. Ogni cassonetto costa 600 euro, senza contare le ore di bonifica e per il riposizionamento di nuovi cassonetti». Ad oggi per tredici nuovi cassonetti la spesa ammonta a 7.800 euro.
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