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Trenta donne in bicicletta per aiutare la Croce rossa

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CASTIGLIONCELLO. Il mare di Castiglioncello è stato scelto dall’Istituto di Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e dall’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr quale punto di riferimento per venti...

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CASTIGLIONCELLO. Il mare di Castiglioncello è stato scelto dall’Istituto di Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e dall’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr quale punto di riferimento per venti allievi, in particolare medici anestesisti - rianimatori e cardiologi, per il master di Medicina subacquea e iperbarica "PierGiorgio Data" inventore e direttore della scuola di specializzazione in medicina del nuoto e delle attività subacquee dell’Università di Chieti e alla cui memoria è intitolato il master. Master che rappresenta l’unico riferimento accademico di formazione di medici in Europa per i settori della subacquea professionale , delle attività marine e della terapia iperbarica e che prevede 630 ore di lezione frontale comprensive di 180 ore di stage pratico che è stato organizzato a Castiglioncello. “Intendiamo ringraziare – dice l’ingegner Remo Bedini, direttore Didattico del master- lo stabilimento balneare Villa Celestina, la Capitaneria di porto e il comune di Rosignano per il loro fondamentale aiuto in questa nostra esperienza”. Il Master della Scuola Sant’Anna è un’eccellenza dell’Ateneo pisano unico ad essere accreditato a livello europeo per il trattamento con ossigeno terapia iperbarica. In particolare, i diplomati del Master, sono esperti in incidenti da decompressione, tossicità da ossigeno, intossicazione da monossido di carbonio, incidenti traumatici e malattie intercorrenti e molte altre patologie, quali il piede diabetico. L’obiettivo formativo del Master, in accordo con le linee guida europee , è quello di fornire ai laureati in medicina conoscenze specifiche di ordine bio-medico, fisico e tecnologico; una preparazione che costituisce la base del medico subacqueo per valutare le attitudini psico-fisiche dei candidati che ne richiedono la certificazione, nonché per organizzare, verificare e garantire le idoneità delle strutture di soccorso, e di promuovere e realizzare la ricerca scientifica nel campo delle attività subacquee ed iperbariche.Tanto per portare un esempio, un team di medici del Sant’Anna e dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr di Pisa stanno collaborato alle operazioni di rimozione della Costa Concordia. “Gli specializzandi – continua l’ingegner Bedini – attraverso le immersioni, fanno esperienze dirette relative alle varie tecniche da mettere in atto per il soccorso in mare con utilizzo anche di maschere complete (granfacciali) che permettono di comunicare in profondità”. Tra le ricerche che il Sant’Anna e il Cnr stanno portando avanti, c’è “il progetto suono” che, attraverso un monitoraggio sulle funzioni fisiche e psicologiche permette di migliorare le condizioni di lavoro degli operatori che lavorano nelle profondità marine. “Dal 2005 ad oggi – conclude Bedini – si sono specializzati 75 medici”. (a.b.)

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