Il Tirreno

«Certezze sui pagamenti o sciopero nei cantieri»

«Certezze sui pagamenti o sciopero nei cantieri»

I sindacati sulla situazione dei 330 dipendenti della Toscana Impianti Dopo la richiesta di concordato, ieri il primo incontro con i vertici aziendali

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ROSIGNANO. Se l’azienda non rispetterà l’accordo sul pagamento delle retribuzioni sono pronti a incrociare le braccia e scendere in strada.

Promettono battaglia i lavoratori della Toscana Impianti, l’azienda metalmeccanica che si occupa di manutenzioni e servizi industriali che la scorsa settimana ha chiesto di avviare la procedura di concordato in bianco.

Chiaro che a questa notizia i dipendenti e i loro rappresentanti sindacali abbiano chiesto un incontro urgente ai vertici aziendali (della società è titolare Andrea Gemignani, ex presidente di Confindustria provinciale). Il faccia a faccia si è tenuto ieri mattina nella sede livornese dell’associazione industriali ed è emerso uno slittamento dei tempi per la valutazione della richiesta di concordato, che dovrà passare al vaglio del tribunale. Non solo «si devono registrare alcuni inconvenienti relativi alla mancata nomina del commissario provvisorio - si legge in una nota a firma di Fim, Fiom, Uilm e Rsu aziendali - che, ci riferiscono, verrà nominato solo nel corso della prossima settimana». Un “inconveniente” che preoccupa dipendenti e sindacati, che nei giorni scorsi hanno chiesto un incontro con la figura che il tribunale deve individuare prima dell’ok al concordato, per chiedergli prospettive e garanzie. Un incontro che evidentemente dovrà essere rinviato.

Quello che le organizzazioni sindacali sottolineano è la necessità che l’azienda rispetti gli accordi sui tempi di pagamento. «L’azienda - si legge nel comunicato emanato ieri da sindacati e Rsu - ha illustrato le ipotesi per rispettare l'impegno del pagamento della retribuzione mensile. Su questo delicato punto le organizzazioni sindacali hanno ribadito l'assoluta necessità, per il normale svolgimento delle attività lavorative nei vari cantieri, della regolare e piena retribuzione mensile alle scadenze previste».

Il timore dei circa 330 dipendenti della Toscana Impianti è che la società non mantenga le garanzie relative alle retribuzioni. «Deve essere veramente chiaro - aveva scritto Davide Romagnani per la segreteria Fiom il giorno prima dell’incontro di ieri - che a fronte di un'impossibilità, incapacità o mancata volontà di ottemperare a questo elementare impegno, i lavoratori, possiamo presume, non garantiranno il servizio fin qui prestato presso i cantieri in appalto come in Eni, Rhodia, Solvay Empoli, Magona». I dipendenti si impegnano «a fare la loro parte responsabilmente», ma chiedono certezze.

Chiarimenti dovrebbero arrivare già dalla prossima settimana, dato che ieri all’Associazione industriali «l'azienda si impegnata a riconvocare il tavolo il 26 per anticipare le modalità di pagamento».(a.c.)

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