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L’esclusione dei Riformisti «I nostri voti determinanti»

L’esclusione dei Riformisti «I nostri voti determinanti»

CECINA. Fuori dal consiglio comunale per venti voti e dalla giunta per le scelte di Lippi e del Pd. Tirano le somme della tornata amministrativa i Riformisti cecinesi riunitisi in assemblea lo scorso...

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CECINA. Fuori dal consiglio comunale per venti voti e dalla giunta per le scelte di Lippi e del Pd. Tirano le somme della tornata amministrativa i Riformisti cecinesi riunitisi in assemblea lo scorso 16 giugno. «Solo pochi voti ci hanno privato della soddisfazione di essere presenti in consiglio comunale con un nostro rappresentante ma ha altresì evidenziato che tutte le forze politiche in campo hanno ottenuto un numero di consensi inferiori a quello ottenuto nel 2009 – affermano –. Per questo i nostri 542 voti ci rendono consapevoli che siamo stati importanti per la vittoria della coalizione, non solo per l’elezione del sindaco ma di conseguenza per l’elezione di 10 consiglieri comunali del Pd».

E guardando alla composizione della giunta «potrebbe sembrare che non siamo riconosciuti validi per un lavoro politico attivo e concreto ma crediamo fermamente che, pur dall’esterno, si possa svolgere un ruolo di controllo fondamentale per lo sviluppo di questo paese». E proseguono: «Siamo una forza politica ancorata alla sinistra, non siamo interessati a scelte di campo diverse, ma siamo consapevoli che la sinistra ha volti diversi e tutti degni di essere rappresentati. Un monocolore Pd, al di là di ogni altra considerazione politica, non ci sembra la massima espressione delle varie facce della società cecinese». E ancora: «Non vogliamo esprimere alcun giudizio sui criteri che hanno portato alle scelte operate per la costituzione della giunta limitandoci a criticare il metodo che certo non ha nulla della concertazione tesa allo sviluppo di un rapporto politico. Abbiamo solo evidenziato una necessità politica che si poteva tradurre in un ringraziamento doveroso nei confronti di una forza politica che ha lavorato con impegno». E concludono: «Ci siamo limitati a una doverosa indicazione di una rosa di nomi perché ritenevamo che i nostri voti, così come quelli di altri alleati, fossero stati importanti se non vogliamo dire determinanti. Non essendo stati riconosciuti idonei a ricoprire incarichi esecutivi dimostreremo quanto siamo capaci di esercitare un ruolo di controllo necessario per raggiungere gli obiettivi contenuti nel programma che abbiamo contribuito a stilare».

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