Il Tirreno

RIPARBELLA

L’urbanistica bocciata dall’Ipc

L’urbanistica bocciata dall’Ipc

«Si vuole continuare ad allungare il paese da nord a sud»

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RIPARBELLA. Prima bocciature da parte di Ipc Riparbella alle linee programmatiche del regolamento urbanistico. Emilio Mancini accusa: «Mentre attendiamo di ricevere dalla Giunta Fantini le promesse linee guida e la bozza del regolamento urbanistico esprimiamo un parere su quanto presentato in questi giorni alle commissioni consiliari con tanta urgenza da parte della maggioranza probabilmente timorosa del fatto che dal 1 Luglio perde la competenza a favore dell'Unione, dove forse si potrebbe sperare in un lavoro migliore e più equilibrato. Poche le idee emerse durante le presentazioni e spesso confuse e incapaci di dare al paese e al territorio quella svolta tanto chiesta e promessa in campagna elettorale». E nello specifico: «Si vorrebbe continuare ad allungare il paese sia a nord che a sud. All'Apparita in particolare, senza particolari motivazioni, non si permetterà più di costruire sul lato destro della strada, ma lo si consente sul lato sinistro, peraltro in cima al poggio e lontano dal paese, forse una scelta di simpatia politica verso sinistra? Anche i tempi differiti a non si sa quando non sembrano coerenti con la promessa di collegare tali edificazioni alle opere pubbliche estremamente urgenti come i parcheggi. Per scelta politica nuovi posti letti sonp dati solo alle strutture turistiche esistenti e la spartizione pare sia avvenuta sulla base delle osservazioni degli imprenditori, quindi senza alcuna reale pianificazione e tanto meno senza un idea precisa di quale tipologia di turismo possa essere utile per far rivivere il paese. Sappiamo che quasi tutte le strutture turistiche beneficiarie hanno strade di accesso che non obbligano più i loro clienti ad attraversare Riparbella e le poche attività commerciali riparbelline, ancora in vita oggi, non possono trarre benefici da turisti che non entrano in paese. Proposto anche il blocco totale dell'edificabilità per il centro storico, mentre non si ha notizia di norme o progetti per il recupero del decoro del paese dove la sofferenza e il degrado si respirano quotidianamente nelle difficoltà dei pochi piccoli commercianti rimasti ancora aperti, nella mancanza di una piazza di aggregazione, nello scarso decoro e manutenzione degli immobili storici». E infine: «Restano senza proposte concrete d'utilizzo gli immobili pubblici inutilizzati come la ex caserma dei carabinieri, la ex coop e la ex scuola elementare, per i quali la maggioranza ha solo suggerito una eventuale destinazione ad alloggi per le emergenze abitative senza però sapere dove attingere ai fondi per le gravose ristrutturazioni. Infine il cambio di destinazione d'uso per gli annessi agricoli, Per condividerlo, abbiamo sempre chiesto un quadro conoscitivo preciso della situazione da cui far nascere norme equilibrate, erga omnes e che aiutino chi ha veramente bisogno e non chi specula.»

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