Il Tirreno

«Tasi, il calcolo è un assurdo rompicapo»

di Alessandra Bernardeschi
«Tasi, il calcolo è un assurdo rompicapo»

Protesta di commercialisti, associazioni di categoria e cittadini: «Il Comune doveva prorogare la scadenza al 30 giugno»

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ROSIGNANO. Il grado di complessità raggiunto per pagare la Tasi sta mandando in tilt i contribuenti ma, soprattutto, i professionisti che debbono assisterli. Associazioni di categoria, patronati e liberi professionisti in questi giorni stanno facendo le ore piccole per calcolare un’imposta a carico dei possessori o utilizzatori di immobili.

Difficoltà relative alle rendite catastali, con coefficienti di detrazione diversi, cittadini che non ben informati e fanno inevitabilmente confusione tra Tasi, Imu e Tari ma, soprattutto, una corsa folle per perché i programmi di conteggio di questa ulteriore tassa, sono giunti troppo in ritardo rispetto alla data di pagamento della prima tranche fissata per il 16 giugno.

Dal primo gennaio è in vigore l’imposta unica comunale chiamata Iuc che si compone dell’Imu, dovuta dai possessori di immobili escluse le abitazioni principali, e di una componente riferita ai servizi indivisibili, ossia la Tasi a carico sia del possessore che dell’utilizzatore dell’immobile. In più c’è la Tari, che ancora non è stata definita nel comune di Rosignano, sempre a Tarsu, destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

Il Comune di Rosignano ha varato per tempo la delibera di calcolo della Tasi. Quindi, in verità cercando di facilitare l’operazione, ha provveduto a pubblicare sulla propria pagina Internet la guida al calcolo nonché il sistema di calcolo della nuova imposta. E fin qui tutto bene.

Ma, se un cittadino qualsiasi entra all’interno del sistema di calcolo si perderà in mezzo ad una ridondanza di voci, caselle, sigle sinceramente difficili da comprendere. Esempio? Il più classico, quello dell’abitazione principale, categoria A, tranne però A1, A08, a09, pertinenze C02, C06 e così via. Lo stesso vale per i fabbricati generici, quelli rurali, per quelli storici, per le pertinenze e per le detrazioni. Alla fine, sempre un qualsiasi cittadino, preso dallo sconforto, esce dal programma e si reca dal professionista, ovviamente pagando la parcella.

Accade a Rosignano ma anche in tutti i comuni italiani che hanno deliberato il pagamento di questo nuovo balzello voluto dallo Stato. «Le difficoltà maggiori – dicono alle associazioni di categoria ma anche i liberi professionisti – sono le rendite catastali con coefficienti di detrazione diverse. In più i programmi software sono stati resi disponibili in ritardo, dopo la delibera comunale, e anche per noi è stato un problema dipanare la matassa».

C’è infine che fa confusione tra Imu, Tari e Tasi «bisogna spiegare a cosa sia la Tasi, ossia cosa siano i servizi indivisibili». Difficile far capire ai cittadini che pagano, stante la reale situazione delle nostre strade, che la tassa serve per la riparazione delle buche, la pubblica illuminazione i marciapiedi e così via .E badate bene; il comune precisa, sempre sul sito web (praticamente inaccessibile per la maggior parte degli anziani gli anziani) che “declina ogni responsabilità per eventuali danni derivanti da errata interpretazione dello schema di calcolo, da errori di calcolo o bug software».

Insomma secondo gli addetti ai lavori: «L'utente – si legge - è l'unico responsabile della correttezza dei calcoli ed è invitato a verificarne sempre l'esattezza prima di procedere con il pagamento«. «Magari – dicono i ragionieri – bastava rimandare il pagamento al 30 di giugno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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