La manifestazione
Tra emozione e imbarazzo la prima volta della giunta
Uscita pubblica per la squadra di Samuele Lippi in vista del consiglio comunale «Ci impegniamo a essere noi ad andare in mezzo alla gente e non il contrario»
CECINA. La nuova giunta di Samuele Lippi si è insediata solamente ieri ma già ci sono alcune idee cardine che iniziano a prendere forma, seppure in un quadro economico che rischia di ingessare molti propositi. Ieri durante l’insediamento della giunta sono già spuntate un paio di idee interessanti: primo consiglio comunale (forse) nell’ex palazzetto dei congressi, utilizzo della struttura polivalente di via Ambrogi e la creazione di una consulta su economia e lavoro. E probabilmente, in ricordo di polemiche passate, Lippi parla dello smantellamento della struttura in ferro, nella parte dove non cresce l’edera, della Porta della Maremma (la rotatoria all’ospedale) e l’individuazione di alcune rotatorie dove comporre messaggi di benvenuto floreali. “Biglietti da visita fin troppo trascurati”. Uno slogan? “No, fatti”: Lippi infatti replica che sarà la giunta ad andare in mezzo alla gente e non più la gente a dover andare dalla giunta. Per poi parlare di raccolta differenziata da allargare a tutta la città, che sia isola ecologica o porta a porta non importa, l’importante è che sia efficiente e non sia un disagio per i cittadini. Assicurando inoltre che “A breve ci sarà un incontro con i vertici Asl sull’organizzazione dell’ospedale cecinese”. Tra l’emozione e un po’ di imbarazzo dei nuovi assessori, che sembra mastichino meno politichese di quello che ci si aspettava, è un Lippi che sciorina idee sul tavolo all’insediamento della giunta. Un Lippi che vuol lanciare il messaggio che “prenderà piede l’esigenza di rinnovamento che le persone si aspettavano”, riferendosi alle professionalità tecniche che sono state individuate negli assessori. Il nuovo sindaco propone un piano straordinario di manutenzione e decoro, già da subito. Qui potrebbe aiutare quello che l’ex assessore Monica Mansani aveva definito un piccolo tesoretto lasciato in eredità dall’avanzo di bilancio, di cui però non è ancora possibile stimare l’entità. Si aspetta, come pioggia dal cielo nel deserto, il tanto atteso decreto sblocca Italia del governo, che, nelle intenzioni della prima ora, dovrebbe permettere alle giunte di avere le mani un po’ più libere. “Sarà messo in cantiere – afferma Lippi – un bando per competenze e professionalità per un albo pubblico a cui attingere”, mentre “bisognerà cercare in tutti i modi di risollevare per quello che possiamo la crisi del lavoro”. Il neo sindaco si dimostra sicuro di sé: “Dimostrerò che quello che abbiamo detto lo faremo. Perché? Perché io qui ci vivo e ci viviamo tutti quanti”. Poi Lippi presenta la sua squadra: cinque assessori con un concentrato di deleghe a dir poco impressionante. Dovrebbe infatti essere una delle giunte più in economia di sempre. Ad ognuno sta a cuore un tema importante da sviluppare subito. Per Paolo Biasci, assessore alle attività produttive, commercio e turismo, che per i suoi trascorsi in Confesercenti ha una visione di area dei suoi settori di competenza, è la creazione di una consulta su economia e lavoro per trovare soluzioni da applicare sul territorio. Per il vicesindaco e assessore alle opere pubbliche e private, Giamila Carli, sarà l’avvio di una nuova variante al piano strutturale che parta da una modifica sostanziale del piano madre, che necessita di essere aggiornato. Poi l’annuncio: “C’è la possibilità – afferma Carli – che il primo consiglio comunale si faccia già nell’ex palazzetto dei congressi o Comune vecchio”. Giovanni Salvini, ex sacerdote, con deleghe al sociale, istruzione e cultura già si arrovella su come dare spazio, o per meglio dire a chi, tra le 80 associazioni di volontariato cecinese, nel centro polivalente di via Ambrogi. Il suo piano è quello di “rivalorizzare la credibilità del tessuto sociale e culturale, andando anche a incontrare professori e studenti nelle scuole”. Federico Cartei, assessore in primis al bilancio, afferma sin da subito che il patto di stabilità non è cambiato, con il risultato che l’operato della nuova amministrazione potrebbe in diversi casi essere ingessato. La sua presenza, come quella di Caterina Barzi, pare essere un chiaro messaggio di sigillo di idee diverse in giunta. Il tempo, che è galantuomo, ci saprà dire anche questo.
Marco Cacci
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