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Toscana Impianti, è crisi chiesto il concordato

Toscana Impianti, è crisi chiesto il concordato

Tremano i 330 lavoratori della società, che non ha riscosso varie commesse L’azienda ha 60 giorni per presentare al giudice un piano di ristrutturazione

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ROSIGNANO. Tremano i 330 lavoratori della Toscana Impianti, l’azienda metalmeccanica che si occupa di manutenzioni e servizi industriali che, vista la crisi delle commesse, l’anno scorso aveva addirittura ipotizzato 40 esuberi (ipotesi che poi è rientrata).

Lunedì l’azienda, di cui è titolare Andrea Gemignani (ex presidente di Confindustria di Livorno) ha presentato una richiesta di concordato in continuità. La procedura adesso prevede che la società, pur nella continuità dell’attività, presenti entro 60 giorni un piano di ristrutturazione aziendale. Spetterà poi al tribunale decidere se adottare o meno questo progetto.

La situazione della Toscana Impianti è incerta da tempo, tanto che già lo scorso anno è stata avviata la cassa integrazione a rotazione. Cassa integrazione che è ancora in corso, sebbene al momento coinvolga poche unità, e che dovrebbe durare fino alla fine dell’anno.

Lunedì mattina, come si legge in un comunicato diramato dalla Toscana Impianti, «la società ha depositato, presso il tribunale di Livorno, domanda di concordato in bianco ai sensi dell'art. 161 comma 6 della legge 267/1942». Nello stesso comunicato la società spiega i motivi che l’hanno portata a decidere di presentare la richiesta di concordato. «L'attuale situazione aziendale - si legge - è scaturita dalla generalizzata crisi del Paese e dalla mancata riscossione di crediti per lavori regolarmente eseguiti negli ultimi anni». In poche parole, significa che da tempo l’azienda non è stata pagata per le commesse svolte. L’effetto domino ha implicato che la Toscana Impianti non sia riuscita a rispondere né alle richieste dei fornitori né delle banche. Una situazione di indubbia crisi, quindi, che ha fatto decidere alla società rosignanese di optare per la presentazione della domanda di concordato in continuità.

Vale a dire che i dipendenti della società continueranno a lavorare, e nel frattempo i vertici aziendali prepareranno un piano di ristrutturazione aziendale, che poi dovrà essere sottoposto al vaglio del tribunale. A quel punto sarà più chiaro come la società intende portare avanti l’attività.

La società spiega che «i vertici dell'azienda, in queste ore, stanno incontrando i referenti delle società presso cui la Toscana Impianti opera, per garantire il mantenimento degli attuali livelli occupazionali e della continuità produttiva».

Analoghi incontri anche con le organizzazioni sindacali, per rassicurarle sull’immediato futuro dei dipendenti. «In data 9 giugno - si legge ancora nel documento - si è svolto altresì un incontro con le categorie provinciali dei sindacati metalmeccanici al fine di informare tutto il personale dell'avvio della procedura, della continuazione dell'operatività e della conseguente regolarità retributiva».(a.c.)

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