Il Tirreno

Pronto soccorso e maternità le note dolenti dell’Asl 6

Il rapporto del Mes del Sant’Anna per valutare le prestazioni della sanità toscana Alto l’assenteismo dei dipendenti, bene l’appropriatezza medica e chirurgica

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CECINA. Non è una débacle ma certo neppure una vittoria da ricordare. Perché nella sanità livornese di cose da rimettere in sesto ce ne sono parecchie. Almeno secondo il Mes (laboratorio Management e Sanità del Sant’Anna di Pisa) che ha elaborato il rapporto di valutazione della sanità toscana relativamente al 2013. E di punti critici l’azienda sanitaria livornese ne fa registrare molti.

A partire dalle prestazioni dei quattro pronto soccorso che fanno capo all’Asl 6. Ricordiamo che i parametri presi in esame dal Mes non riguardano un singolo ospedale dell’Asl, ma la percezione che i cittadini (un campione) hanno sulla globalità delle strutture e dei servizi sanitari. Fatto sta che la soddisfazione degli utenti è da codice rosso, dato che il parametro si assesta su 65,07, a fronte di un a media toscana pari al 69,127.

Male, anzi malissimo anche il settore del materno infantile. Anche in questo caso il risultato raggiunto dall’azienda sanitaria livornese (per prestazioni offerte in tute le fasi collegate al parto) è di 66,89, quando la media delle altre Asl si attesta su 68,653.

Ma la maglia nera assoluta, l’Asl 6 la conquista in un settore che già negli anni passati era considerato una nota dolente, il tasso di assenteismo dei dipendenti. Il valore dell’indicatore, come si legge nei documenti del Mes, risulta dal rapporto fra le ore di assenza per malattia, infortunio e permessi retribuiti e le ore lavorabili da contratto, al netto delle ferie effettuate, del distacco sindacale per impegno ridotto, dei permessi sindacali e politici, del diritto allo studio, dello sciopero, dell’astensione facoltativa per malattia del figlio e dell’aspettativa senza assegni. Ecco in questo ambito l’Asl 6 arriva al risultato 9,05, quando la media delle altre aziende sanitarie toscane è del 7,024.

E ancora, tra i punti non proprio positivi c’è l’efficienza dell’attività di ricovero ( il Mes misura i giorni di ricovero erogati in meno (elevata efficienza) o in più (inefficienza) rispetto alla media regionale per la stessa casistica : l’Asl 6 arriva allo 0,29 quando la media toscana è del 2,374.

Certo, a fronte di questi punti che il direttore Eugenio Porfido dovrà senza dubbio rivedere, ce ne sono molti altri valutati assai positivamente. E si tratta di settori fondamentali per i cittadini. In primis l’appropriatezza medica che, come si specifica nel rapporto del Mes, si verifica quando le prestazioni vengono erogate al momento giusto, secondo standard clinicamente riconosciuti e condivisi, in modo da aumentare la probabilità di ottenere i risultati desiderati. Ecco l’Asl 6 qui raggiunge il risultato 3,63 (superata solo dalle Asl di Grosseto, Lucca e Pisa) ed è quindi ben al di sopra della media toscana del 3,28. Bene (risultato 3,66) - anche se leggermente sotto la media regionale del 3,82 - anche il parametro dell’appropriatezza chirurgica, ossia l’adeguatezza degli interventi chirurgici in base alle necessità dei pazienti.

Da sottolineare come a dispetto delle continue proteste legate ai tempi di attesa per visite specialistiche ed esami diagnostici, in realtà il Mes (che monitora la percentuale di prime visite prenotate entro 15 giorni e la percentuale delle prestazioni di diagnostica per immagine prenotate entro 30 giorni, sul totale delle visite e prestazioni considerate) rileva come il risultato dell’Asl 6 sia 28,55 rispetto alla media toscana del 41,388.

Anna Cecchini

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