Sicurezza
Scatta il toto-assessori domani la giunta
Il nuovo sindaco Samuele Lippi: come primo atto porterò i miei assessori ad incontrare gli operatori di Marina. 2 aree operative con 2 super dirigenti
di Maria Meini
CECINA
«Dedico la mia vittoria a Rossano, il mio amico di sempre scomparso troppo presto». Samuele Lippi ha appena realizzato di essere diventato sindaco di Cecina e affida il primo pensiero ad un amico che non c’è più: il giovane musicista Rossano Fisoni, morto ragazzo. A cui è dedicato l’omonimo festival di musica rock. «È Rossano che ha coniato il mio slogan - dice Lippi - tanti anni fa, nel 1994, quando cominciai la mia carriera politica. Lo stesso slogan che ho voluto riproporre per questa tornata elettorale sulle mie magliette: “Se non vuoi inghippi, vota Lippi”».
Un pensiero affettuoso mentre corrono le ore per l’insediamento della giunta e si concretizzano gli impegni burocratici e istituzionali da neo sindaco.
Qual è stata la sua prima impressione dopo il voto?
«Che adesso sono sindaco, sono stato eletto dopo una campagna elettorale durissima. Stamani (ieri, ndr) sono andato in Comune per l’ufficializzazione; sono felice del risultato. E sono felice perchè ho ricevuto e ricevo tanti messaggi di incoraggiamento. Mi dicono: “Vai avanti”. E io vado avanti».
Riuscirà a costruire un clima propositivo in consiglio comunale dopo la “guerra” elettorale?
«Io per carattere sono collaborativo, nei limiti del possibile cercherò di costruire un approccio aperto tra maggioranza e opposizione».
I veleni vanno in prescrizione?
«Ho stima di Barabino e di tutti gli eletti. So bene che la politica è dura, anche se ci sono state delle situazioni pesanti che sono andate oltre il limite e sono un po' complicate da superare».
Andrà avanti per vie legali come ha annunciato?
«La pancia dice sì, la testa dice di no. Voglio pensarci».
Sua moglie è stata più volte tirata in ballo in questa campagna elettorale, ma è rimasta in ombra, senza reagire.
«Ci sono stati momenti difficili in questa campagna elettorale, ma è stata una sua scelta. Mia moglie vuole assolutamente rimanere fuori dalla competizione politica, vuole fare la maestra d'asilo, è il suo lavoro ed è quello che le piace fare».
Quel è il suo primo impegno da sindaco?
«Voglio fare due cose in settimana: cominciare a conoscere la macchina comunale per riorganizzarla e comporre la giunta.
In Comune oggi ci sono 7 dirigenti, io vorrei fare due aree (servizi alle imprese e servizi alla persona) con un dirigente responsabile ciascuno. A regime, con i pensionamenti, i dirigenti rimarranno due».
Toto-assessori: si parla di Viola Conti, Caterina Barzi, Paolo Bertolini, Michele Grosso...
«Mercoledì mattina (domani, ndr) farò la giunta e ufficializzerò i nomi degli assessori, fino ad allora non voglio mettere in giro chiacchiere inutili. Dico solo che saranno tre uomini e due donne, probabilmente, e saranno nomi che uniscono competenze e passione politica. Terrò per me le deleghe di sanità e personale. La mattina, dicevo, presenterò la giunta, e nel pomeriggio con gli assessori incontreremo gli operatori turistici di Marina».
Andrà in aspettativa dal lavoro?
«Mi piacerebbe conciliare lavoro e attività amministrativa, perché lavoro in un settore che ho costruito io».
Rimarrà anche segretario della Federazione Pd?
«Spero di no».
A Cecina il Pd ha avuto una bella batosta e lei ha vinto di 420 voti al ballottaggio. Un messaggio forte, non crede?
«Il messaggio a me è arrivato chiarissimo. Dove si governa da sempre la gente ci chiede di cambiare. A Livorno il segnale è stato travolgente, ma anche a Cecina è stato forte. E io ho ben capito e capitalizzerò questa esperienza per riposizionarci nel mondo che abbiamo davanti interpretando il bisogno generale di cambiamento che viene dalla società. Sono un progressista riformista: ammetto di non aver compreso prima».
Di cosa ha bisogno Cecina soprattutto?
«Per la totalità dei cittadini è il decoro e la manutenzione degli spazi, delle strade e via dicendo. Ma a pari merito c’è il lavoro. Penso al turismo: noi siamo indietro, viviamo di rendita, ma il turismo deve diventare un'industria, con una cabina di regia e cooperazione».
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