Finanza
Il “Noga” secondo gli amici tra messaggi e aneddoti
L’ingegnere eletto primo cittadino a Livorno raccontato dai compaesani della Perla Decine di congratulazioni su Fb. E qualcuno gli scrive «Pippo, fai ammodo»
CASTIGLIONCELLO. “Pippo, ora fai ammodino”. No, non è il predicozzo di due genitori iperpremurosi verso il figlioletto discolo. Ma la raccomandazione che centinaia di livornesi (attraverso foto, cartelli, slogan e post su Fb) hanno rivolto a lui, Filippo Nogarin, 44 anni, ingegnere aereospaziale col pallino della vela e della moto catapultato di colpo dalla Piazzetta, il porticciolo e il Ginori, ai microfoni di Rai, Sky e Mediaset nella notte che ha fatto piangere il Pd e cambiato la geografia politica all'ombra dei 4 Mori.
«Pippo, ma chi te l'ha fatto fare...» Glielo chiede, adesso, un amico di vecchia data.
E lui, cui non manca il gusto per le sfide, anche quelle ritenute impossibili, non si scompone e glissa: «Ora si comincia a lavorare». Qui, il "Noga", è un personaggio. Quando lo chiamiamo di buona mattina il suo cellulare squilla a vuoto. Dopo 10 minuti, però, ecco che ti richiama. «Andrea, sei l'unico giornalista a cui ho telefonato». «Ti ringrazio Filippo, devo fare un profilo su di te, sul tuo rapporto con Castiglioncello».
«Ah, ok, sul fatto che sono un po' l'amicone, che mi conoscono tutti…». «Si bravo, quella roba lì…». «Ti richiamo nel pomeriggio Andrea». «Te lo ricordi, vero?» Click.
Castiglioncello, ieri mattina, si è svegliata con un sorrisone incastonato tra il mare ed il promontorio. In piazzetta, dall'edicolante, al Ginori, al bar La Piazzetta, nei negozi che tante volte l'hanno visto fare capolino non si parlava d'altro. «Hai visto il sindaco? È partito ora, dopo aver fatto colazione», ti indicavano con l'indice dal chiosco dove Filippo si era fermato 10 minuti prima di partire per Livorno. Perché qui Nogarin lo conoscono tutti anche se castiglioncellese d'adozione: babbo di origine veneziane, una mamma, una sorella minore (Ginevra), il neo sindaco di Livorno ha vissuto e trascorso la giovinezza in via Lavagnini a Rosignano Solvay. «Sì, me lo ricordo - dice Alessandro Nenci, ex sindaco di Rosignano - era un mio coinquilino, abitavamo nello stesso stabile. L'ho rincontrato più grande in piazza della Vittoria, un saluto, qualche battuta. Un bravo ragazzo, ma non so darne un giudizio politicamente parlando».
Quartier generale in palestra. Da alcuni anni ha preso possesso della vecchia palestra del complesso Infantino alle Spianate. E l'ha trasformata nel suo quartier generale. Una casa hi-tech dove ha lanciato il laboratorio dei grillini rosignanesi, un'avventura di alti e bassi che comunque l'ha visto sempre protagonista. Con la politica, prima della folgorazione sulla via delle 5 Stelle, ci aveva già provato ma senza fortuna nel 2009, quando si schierò con la lista del Cambio di Billy De Bari. Non andò. Ma in Nogarin, già allora, la sindrome della Politica aveva fatto breccia in un carattere poliedrico, una persona ricca di interessi, appassionato delle passioni. Come quella per la fotografia (si guardi, per esempio, il suo blog "Stratolimite" non più aggiornato dall'aprile 2013 ma pieno zeppo di suggestivi bianco e neri). Come quella per l'informatica. Lui stesso si è definito più volte un "feroce sostenitore di Linux", e coi computer ha smanettato a lungo, per anni. Un rapporto, quello col mondo dei blog e dei social, che ha contribuito ad avvicinarlo a Grillo e al movimento. Mantenendone tuttavia quell'autonomia di pensiero che ancora oggi il Noga rivendica e che lo rende estremamente battagliero di fronte a quei cronisti che lo punzecchiano sul suo rapporto col Grande Capo.
«Andavamo al Miramare...» La descrizione più tenera del neo sindaco di Livorno, tuttavia, ce la regala Maddalena Figliolia, classe 1975, amica di lunga data del Noga. «Siamo cresciuti insieme. Avevamo 10 anni, andavamo ai Bagni Miramare. Nel nostro gruppo c'erano Carolina Mariti, Valentina Mannari, altri ragazzi. Filippo era "naturalmente buffo". Ci faceva ridere. Intelligente e con un grande senso dell'ironia». Ieri Maddalena gli ha mandato un messaggio per congratularsi con lui. «Siamo tutti molto contenti, non ce l'aspettavamo».
L’amico profetico. Chi forse se l'aspettava, o almeno profeticamente lo aveva annunciato, è Niccolo Vestrini, patron del Cardellino che sabato ha aperto la porta del suo locale al detto «Fate largo al futuro sindaco di Livorno». Filippo era lì per un aperitivo. Chi c'era lo definisce un vulcano: «Parlava già di rivoluzionare Livorno. Il centro urbano, i fossi…». Chi lo conosce dice che non è avulso da iperboli, che a volte ama esagerare. «Qualche sparata ci sta. Ma è uno preparato e competente», garantiscono gli amici. A Livorno gli hanno già affibbiato alcuni nomignoli. Il più curioso è Astroganga, chissà che non arrivi da qualche detrattore. Anche se il risultato livornese è inequivocabile: ha stravinto nel feudo rosso, che oggi i comunisti veraci definiscono rosè. Annacquato. Insomma, ha fatto breccia in una città non sua che pure l'ha visto come il simbolo di un cambiamento possibile.
Nomignoli e battute. A Castiglioncello, invece, lo amano tutti. O quasi. «Siamo contenti - dice Wilma Mattioli, titolare della Piazzetta - Filippo è una persona perbene, onesta. Non è contaminato. Quando abbiamo saputo del risultato, domenica notte, siamo rimasti basiti. Ma siamo contenti». Perché Filippo è uno di loro, dei figli della "Perla". Qualche colazione alla Piazzetta, la passione per "i miei piatti vegetariani - racconta Wilma o per i nostri muffin", gli occhiali e le montature da Controluce, dagli amici Filippo Torrini e Saveria Pardini, i profumi rigorosamente da "Vane", alias Vanessa Guidi. E il Ginori, e tutti gli altri, per non fare un torto a nessuno. E poi c'è la vela, che ha praticato con successo sin da bambino. E il Porticciolo, quartier generale di battute sul mare, e le avventure tra ponenti e tramontane. Un campioncino nella classe Laser, Nogarin, che ha praticato a lungo fino alle regate col Surrender in compagnia dell'amico albergatore Antonio Martini. E poi ancora la moto, di grossa cilindrata, con cui non disdegna di farsi vedere ogni tanto in Piazzetta tra le panchine "degli uccelli morti".
Vela e Piazzetta. Ora per il Noga arrivano le gatte da pelare. «Amministrare Livorno? Chi te l'ha fatto fare», gli domandano i più intimi. «Guardate che Filippo è una persona di grande generosità - racconta ancora l'amica Maddalena - Mi ricordo che una volta per il mio compleanno, sapendo che sono golosa di cioccolata, si presentò con un mega barattolo di Nutella». Magari i livornesi si aspettano anche il pane (lavoro), ma Nogarin dice di essere preparato a tutto. Ma soprattutto a cambiare la città
Quello che non cambierà, invece, sono le abitudini. Il caffè, il porticciolo, la piazzetta ed il lungomare della sua Castiglioncello che resterà il suo quartier generale. E che loro, i suoi, amiconi ripagheranno con strette di mano, pacche sulle spalle e sorrisi.
A proposito: Filippo non mi ha richiamato. Ma lo perdoniamo. Era nel caos. Dicono che avesse da scaricare sul suo cellulare oltre 300 messaggi.
(ALTRI SERVIZI ALLE PAG. 2 E 3)
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