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I sigilli della Procura al Bayahibe

I sigilli della Procura al Bayahibe

Alla proprietà rimane la spiaggia: «È stupido farsi la guerra così»

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SAN VINCENZO. Alla vicenda dello stabilimento balneare Bayahibe, relegata alle aule dei tribunali da più di un lustro, si aggiunge un ulteriore episodio. Domenica 8 giugno i carabinieri di San Vincenzo, su delega dell’Autorità giudiziaria di Livorno, hanno messo in atto il sequestro preventivo di alcuni locali della struttura. Un provvedimento di natura penale a fronte di indagini in corso che sembrano esulare dai contenuti della lite giudiziaria di carattere amministrativo innescata dai ricorsi del condominio Belmare di via del Tirreno e via Etruria contro la proprietà dello stabilimento balneare, il Comune e la Soprintendenza. I condomini si sono opposti, dal 2008, alla costruzione del manufatto di 300 metri quadrati in cemento e acciaio, realizzato in parte sulla spiaggia e oscurante le bellezze dell’arcipelago. E le ultime sentenze del Tar hanno dato loro ragione.

Al momento, nessuna notifica degli atti relativi al sequestro preventivo è giunta ai diretti interessati. Sappiamo che circa due anni fa i rappresentanti del condominio Belmare avevano presentato anche un esposto-denuncia alla Procura, corredato di materiale fotografico, sull’avanzamento dei lavori dello stabilimento balneare nonostante il Tar ne avesse decretato la sospensione. Ma non è detto che il provvedimento dell’Autorità giudiziaria sia legato a tale esposto-denuncia. Abbiamo sentito il neo-assessore all’urbanistica Massimiliano Roventini, che si trova subito a dover affrontare una vicenda delicata: «Al momento non so niente – dice l’assessore –. Approfondiremo i contenuti nei prossimi giorni, quando ci saranno notificati gli atti». Il sanvincenzino Manuel Cecchini, uno dei soci della società Acquachiara che è proprietaria della struttura al centro della querelle giudiziaria, esprime il suo disappunto e muove specifiche accuse. «Sono stufo – dice Cecchini –. Questa è una vicenda stupida, perché è stupido farsi la guerra così. È questo che mi ha detto Massimo Cionini: “Vi farò la guerra fino in fondo”». Massimo Cionini, il 40enne architetto sanvincenzino che ha effettuato (insieme agli altri condomini) i ricorsi al Tar e l’esposto-denuncia alla Procura, appena eletto consigliere comunale per la lista civica Assemblea Sanvincenzina, ribatte: «Mi sembra scorretto tirare in ballo il mio nome – dice Cionini –, visto che sono portavoce di vari condomini, di 845 cittadini che hanno firmato la petizione per l’abbattimento del manufatto e di tanti stanziali e turisti che non apprezzano per niente tale struttura sulla spiaggia». Che aggiunge: «Ho detto a Cecchini che ci opporremo fino in fondo al progetto. Non facciamo la guerra a nessuno. Abbiamo utilizzato i mezzi messi a disposizione dalla giustizia per difendere i nostri diritti. Non dirottiamo la vicenda sul personale». Il sindaco Alessandro Bandini, fino a poche settimane fa assessore all’urbanistica, ci dice che «ad oggi il Comune non ha ricevuto alcuna comunicazione ufficiale. Appena avremo gli atti, chiederò di relazionare agli uffici preposti (legale e tecnico), dopodiché interverrò in merito».

Paolo Federighi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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