Il Tirreno

È Samuele Lippi il sindaco di Cecina

di Maria Meini

Dopo uno scrutinio al cardiopalma, con numeri vicinissimi, il candidato del centrosinistra strappa la vittoria su Paolo Barabino con il 51,95%

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CECINA. È Samuele Lippi il sindaco di Cecina. Quando ascolta i risultati degli ultimi seggi e può finalmente respirare, indossa la cravatta blu. «È una promessa che ho fatto a mia moglie Serena», scherza. Ma la tensione non si scioglie facilmente. Alla fine di una campagna elettorale infuocata e velenosa, a detta di tutti gli osservatori la più “cattiva” di sempre, il candidato del centrosinistra si aggiudica la vittoria sull’avversario del centrodestra Paolo Barabino con il 51,95% contro il 48,05. In numeri assoluti 420 voti di distacco. Una manciata di voti.

Il risultato è stato in equilibrio fin dall’inizio dello scrutinio, poi verso la metà dei seggi le percentuali hanno preso la piega finale.

Si sapeva che chiunque avesse vinto, e il risultato era tutt’altro che scontrato, avrebbe prevalso di poco. Ed è stato quasi un risultato fotocopia del ballottaggio del 2009, quello che vide in finale al fotofinish Stefano Benedetti e lo stesso Barabino. Allora il sindaco uscente portò alla vittoria il centrosinistra con il 52,5 per cento dei voti, Barabino si fermò al 47,49: uno scarto di 700 voti li separava. Allora Barabino aveva fatto l’impresa trascinando il centrosinistra, da sempre al governo della città, al ballottaggio. Adesso l’avvocato ci ha riprovato, ci ha messo di nuovo la faccia ed è riuscito ancora nell’intento. Ma anche questa volta si è fermato a un passo dalla vittoria.

Colpa dell’astensionismo, ha commentato a caldo. Poi è andato nella tana dell’avversario per complimentarsi con lui.

Lippi ha “maledetto” le primarie. «Avrei potuto vincere anche al primo turno, se solo non ci fossero state tutte le lacerazioni nel partito», dice riferendosi alle divisioni pre e post primarie.

Ieri sera però si è festeggiato nella sede del comitato elettorale, in via Marrucci, e in piazza del Prato.

Non è il tempo delle tensioni, né delle polemiche. Dopo un confronto estenuante, i giochi sono fatti. Da oggi comincia l’avventura più dura: amministrare Cecina, secondo i programmi e le promesse declamate durante la campagna elettorale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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