Il Tirreno

Astensionismo da record persi 3.695 voti

Il dato che emerge con maggior evidenza da questa tornata elettorale è l’aumento dell’astensionismo. Un aumento record. Così, alla fine, chi ha determinato l’esito del voto al ballottagio tra Lippi e...

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Il dato che emerge con maggior evidenza da questa tornata elettorale è l’aumento dell’astensionismo. Un aumento record. Così, alla fine, chi ha determinato l’esito del voto al ballottagio tra Lippi e Barabino è il partito del non voto.

L’affluenza alle urne in questo secondo turno delle comunali si è fermata sotto la soglia del 50 per cento: al 48,41 per l’esattezza. Due settimane fa, al primo turno, era stata del 69,56%. Come dire che si è perso per strada il 21 per cento dei votanti, e il dato numerico fa ancora più impressione: 3.695 elettori in meno. 3.695 voti persi in quindici giorni.

Il 21 per cento è il terzo partito a Cecina. Al primo turno Lippi aveva ottenuto il 42,64% mentre Barabino aveva totalizzato il 28,86%, la coalizione di Pamela Tovani il 14,71, Antonini per i 5Stelle il 10%, il 3,7 Sel con Zagaria.

Il partito dell’astensionismo stavolta racchiude quindi quasi le formazioni dei grillini e dei tovaniani insieme.

L’aumento dei non voto è inesorabile. Nel 2009 al primo turno votò il 74,79% dei cecinesi, al ballottaggio si scese al 62,18.

Stavolta al primo turno si è scesi al 69 e mezzo per cento, per crollare al 48,41 al ballottaggio.

I motivi dell’astensione sono complessi, da tempo si parla di disaffezione dei cittadini verso la politica, ma i numeri cecinesi indicano anche un chiave di lettura prettamente locale che merita un’analisi approfondita. (m.m.)

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