Sicurezza
Ruspe “scaccia”-bagnanti in spiaggia all’improvviso
San Vincenzo, nessuna delimitazione per i lavori di ripascimento straordinario L’assessore Russo: «È comprensibile l’arrabbiatura delle persone lì presenti»
SAN VINCENZO. Come in una sorta di bizzarro rodeo meccanico, ruspe e trattori scorrazzano su e giù per l’arenile. Non è una scena di un B-movie, ma quanto accaduto il 5 giugno scorso alle 18, con varie persone, comprese famiglie con bambini, costrette, non senza arrabbiature, ad abbandonare la spiaggia a poche decine di metri dall’ingresso nord dell’area portuale. I cartelli per avvertire i bagnanti? Non c’erano. Lo conferma anche il neo-assessore all’ambiente, al porto e ai lavori pubblici Antonio Russo, il quale ci spiega poi che le operazioni erano relative al ripascimento straordinario deciso dall’ormai ex giunta, la quale - secondo quanto riferito a Russo dal dirigente Andrea Filippi e dal tecnico comunale Vinicio Meini - aveva predisposto la relativa ordinanza con i pareri della polizia municipale e della Capitaneria di porto.
Su Facebook, la sera stessa del 5 giugno, si è scatenata la rabbia di molti sanvincenzini. «Non c’erano cartelli né tratti delimitati e segnalati – conferma Russo – e le ruspe stavano scavando troppo a fondo. È comprensibile l’arrabbiatura delle persone lì presenti. Filippi mi ha detto che le ordinanze ci sono sia da parte della Capitaneria di porto che dei vigili urbani. L’area avrebbe dovuto essere delimitata, ma l’operazione è stata decisa dalla giunta precedente e non saprei che dire. I lavori in quel tratto sono terminati». Abbiamo contattato Alessandro Baldi, presidente del Consorzio Balneari Sabbia Etrusca - che ha dato un ausilio, su richiesta degli uffici comunali, ai lavori di ripascimento - per sapere che cosa sia accaduto. «Il Comune – dice Baldi – ci ha chiesto di dare una mano per il ripascimento. Oltre al Consorzio, hanno lavorato nell’operazione la Sales, la ditta Coscia e il Comune stesso con i suoi mezzi. Siamo stati chiamati per dare un ausilio. Non saprei che altro dire se non che ci è stato chiesto un aiuto, e noi l’abbiamo fornito». Abbiamo sentito anche la versione del responsabile dell’Ufficio Demanio del Comune, il geometra Vinicio Meini. «Avevamo in programma da tempo il ripascimento – dice Meini –. Il dirigente Filippi ha eseguito un verbale di somma urgenza perché la situazione nella zona del Serendipity si era fatta delicata. Abbiamo fatto fare le analisi e abbiamo avuto il sì della Provincia. Ad eseguire per conto del Comune il ripascimento, che è durato in tutto 5 giorni e che è terminato, sono stati il Consorzio Balneari Sabbia Etrusca, la ditta Coscia, Sales e il Comune stesso con la sua motopala. L’operazione, il 5 giugno scorso, è stata eseguita alle 18 in quanto ora di scarsa affluenza, per ridurre i disagi ai presenti sulla spiaggia. Non c’era molta gente, infatti, ma è indubbio che c’era e che qualcuno non ci è rimasto bene. È vero che la zona doveva essere segnalata, anche per mezzo di cartelli. Ma spettava agli operatori, ossia a chi conduceva i mezzi, di apporre i cartelli informativi. Ci siamo accorti che non erano stati collocati e il giorno successivo abbiamo rimediato la situazione».
Questa la ricostruzione dell’accaduto da parte dei vari attori dell’operazione. C’è però un altro problema, ormai annoso e che va oltre quest’intervento straordinario di ripascimento: l’uso di ruspe e trattori sull’arenile. Su questo l’assessore Russo ha un approccio senza dubbio diverso: cercare di ridurne l’uso alle sole emergenze, fare un piano annuale di manutenzione e pulizia della spiaggia e utilizzare mezzi meccanici meno invasivi. «Mi confronterò con tutti, stabilimenti balneari compresi – dice Russo –. Va fatto un piano di manutenzione e pulizia delle spiagge per tutto l’anno, non solo per l’estate. Un piano realizzato da esperti, operatori del settore e balneari. Almeno in estate devono essere usati mezzi meccanici meno invasivi di ruspe e trattori, salvo situazioni di emergenza».
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