Il Tirreno

Bianca e l’orsacchiotto ritrovato

Bianca e l’orsacchiotto ritrovato

Donoratico, senza quel peluche rubato la piccola di 5 anni non dormiva più

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DONORATICO. Bianca, a distanza di un mese, ha riabbracciato Ciocio, intimidita. Tanta la gioia che trasmetteva attraverso gli occhi ingenui di bambina. È il lieto fine di una storia di cronaca che ha visto protagonisti una bambina genovese di 5 anni e il suo orsacchiotto preferito, che la accompagnava fin dalla nascita. Un regalo del nonno Silvano, da cui la piccola non si separava mai, nemmeno per andare all’asilo. Ma per ogni “novella” che si rispetti oltre al buono c’è sempre anche il cattivo. Fatto sta che Bianca stava trascorrendo un periodo di vacanza con i genitori Paolo e Irene e prima di ripartire, per la città natale, Genova, si era fermata al parco giochi Cavallino Matto, a Marina di Castagneto. Ma al loro rientro l’auto era stata saccheggiata e Ciocio, contenuto all’interno del suo zainetto assieme all’unicorno rosa, libri di favole e pennarelli per colorare, non c’era più.

Lo stesso papà, Paolo, si era rivolto al Tirreno per sensibilizzare la gente del posto ad aiutarlo a ritrovare l’orsetto preferito della figlia, che, nel frattempo, non riusciva ad accettare l’assenza del peluche. Grazie all’appello, all’attività della squadra dei carabinieri di Donoratico e alle segnalazioni dei cittadini, Ciocio, contro ogni previsione, è stato ritrovato. Era abbandonato in campagna, come un sacco di rifiuti, a poca distanza dal luogo dove era stato rubato.

Nessun valore per i ladri, che se ne sono subito liberati, ma tanto invece per la famiglia De Pasquali che oggi porterà nel cuore un ricordo più sereno della gita fuori porta. Un gioco di squadra che ha permesso a Bianca di non interrompere quel filo diretto speciale con la sua infanzia.

«Come si fa a spiegare a una bimba che al mondo esistono persone cattive, che possono compiere queste azioni? – afferma la madre Irene Carrea –. Diceva che era il suo bambino e che non riusciva a pensare, a dormire senza di lui». Un trauma che la bimba ha vissuto intensamente per circa un mese fin quando non è arrivata la telefonata e l’annuncio che presto avrebbe riabbracciato il suo orsetto.

«Abbiamo cercato un’alternativa – continua la mamma di Bianca – convinti che non l’avremo mai più ritrovato . Volevamo regalarle il solito modello, ma era fuori produzione. Non ci siamo dati per vinti e dopo varie ricerche, attraverso un sito di shop online, siamo riusciti nell’impresa. Così è arrivato Ciocio 2, il fratello gemello».

Ora Bianca dovrà fare le presentazioni tra i due orsetti che si sono assicurati un posto caldo nel suo cuore. Intanto dopo la consegna da parte delle forze dell’ordine non ha più lasciato l’orsacchiotto Ciocio, nemmeno per un attimo: lo stringe, lo accarezza, lo bacia. Si siede e lo posiziona accanto a lei, lo accompagna all’uscita, sorridente e gli sussurra amorevolmente: «Ora si va a casa Ciocio, non ti preoccupare, tutto tornerà come prima».

Divina Vitale

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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