Il Tirreno

L’accesso al credito resta ancora un miraggio

di Rino Bucci
L’accesso al credito resta ancora un miraggio

Secondo la Banca d’Italia scende il numero dei prestiti erogati rispetto al 2013 In lieve crescita la quota degli euro depositati nei conti in capo ad un anno

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CECINA. Nonostante i timidi segnali di ripresa a livello nazionale, l’accesso al credito resta una chimera, soprattutto per le giovani coppie. Il flusso dei prestiti da parte delle banche si muove ancora con il segno negativo, seppure prossimo allo zero. Gli ultimi dati diramati da Bankitalia (primo semestre 2014) sono specchio di un clima dove regna ancora l’estrema prudenza da parte degli istituti di credito.

Prestiti. A Cecina il totale dei prestiti erogati dalle banche segna numeri importanti: è pari a 782 milioni di euro e rappresenta oltre il dieci per cento della cifra provinciale (7.040 milioni). Rispetto al trimestre passato, però, c’è una riduzione dei prestiti.

Nel 2013 gli analisti di Bankitalia stimarono impieghi per qualcosa di più, 786 milioni di euro (flessione - 0,5 per cento). La storica vocazione imprenditoriale di Cecina all’interno dell’asse provinciale è rilevabile anche dai flussi che si registrano a Rosignano che, sebbene sia poco più grande, ottiene circa la metà dei prestiti dei vicini di casa. All’ombra della Solvay si sono fermati 385 milioni di euro nel 2014. Decisamente molto meno rispetto al 2013, quando gli istituti concessero prestiti per 402 milioni di euro (flessione - 4,4 per cento). Flessione anche a Castagneto. Nel regno dei vini i finanziamenti sono passati da 306 a 299 milioni nel giro di un anno (- 2,3 per cento).

Depositi. Se l’accesso al credito cala, con margini risicati, la somma fagocitata dai conti correnti nelle banche di Cecina, Rosignano e Castagneto cresce. In media, la somma dei depositi si ferma alla metà di quanto concesso dagli istituti bancari.

A Cecina, gli analisti di Bankitalia hanno stimato depositi nel 2014 per 386 milioni di euro. Anche in questo caso siamo nell’ordine del dieci per cento della cifra provinciale (3.806 milioni di euro). E, rispetto al 2013, quando i milioni furono 358 (+ 7,3 per cento) c’è stato un significativo aumento.

Va ancora meglio a Castagneto Carducci dove i depositi raggiungono i 271 milioni di euro e dove, nel giro di un anno, la forbice si è allargata del 22,9 per cento. Infatti, Bankitalia per il 2013 stimò un totale di 209 milioni. Più preoccupante la situazione di Rosignano Marittimo che in 365 resta ferma a 241 milioni di euro, senza crescere.

Homebanking. Nell’ultimo decennio si stanno facendo larga i conti correnti online, preferiti per i costi minori, la consultazione in ogni momento e luogo. Per la Banca d’Italia il costo medio annuo di un conto si aggira intorno ai 100 euro, per le associazioni dei consumatori, invece, la cifra è ben più alta: intorno ai 340 euro ogni 12 mesi. La differenza, a volte, la marcano le esigenze del correntista. Nella selva delle offerte c’è l’imbarazzo della scelta al punto che, per orientare gli utenti, molte associazioni hanno realizzato - come accade per le assicurazioni - dei portali per confrontare le varie offerte proposte dalle banche.

Il boom dell’homebanking è stato agevolato anche dalla recente legislazione che, con la normativa sulla traccibilità, ha costretto i cittadini ad attrezzarsi.

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