Sicurezza
Rotatoria, il caso a Roma è ultimatum al Ministero
Donoratico, si chiede di rimuovere l’opera in prossimità del supermercato Conad Gragnoli: «La Stradale ha accertato che è pericolosa, ma niente è stato fatto»
DONORATICO. Cambia l’amministrazione comunale ma i vecchi problemi restano. Soprattutto il “caso-mini rotatoria” che sorge in prossimità del supermercato Conad a Donoratico, sulla Vecchia Aurelia. E così torna alla carica il gruppo consiliare Insieme per Castagneto che sta lottando, da due anni (la rotatoria fu realizzata nell’aprile 2012) affinché venga «emesso il provvedimento di rimozione e il ripristino del precedente stato della strada pubblica». Questo chiedeva l’allora capogruppo Benito Gragnoli che non si rassegna e ricomincia la lotta. Dopo l’esposto, la diffida al Prefetto di Livorno e al sindaco, al momento in carica era Fabio Tinti, e ancora l’interrogazione parlamentare, oggi, appoggiato da uno studio legale, si rivolge al Ministero della Infrastrutture e dei trasporti nella persona dell’onorevole Maurizio Bianconi.
I precedenti. La polizia stradale ha sempre bocciato la realizzazione perché in violazione delle leggi del codice della strada (D.M. 19.4.2006). «Volevo ricordare – spiegato Gragnoli – che l’istruttoria, svolta dal comandante della Polizia stradale di Livorno accertò, con relazioni del 22 novembre 2012 e dell’8 febbraio 2013 che: la rotatoria è contro la legge perché costruita sulla via pubblica all’esclusivo scopo di consentire l’accesso al parcheggio del centro commerciale ed è pericolosa per gli utenti. Da lì i carteggi, per volere del prefetto, passarono al Ministero, organo competente per l’adozione dei provvedimenti. Trascorsi centoventi giorni però ancora nessuna risposta».
La disputa comunale. Tra l’altro in uno degli ultimi incontri pubblici coi cittadini lo stesso ex sindaco Tinti si era impegnato a risolvere il problema prima della fine del mandato. «Ma ciò non si è verificato – continua Gragnoli – e visto che anche il nuovo sindaco Sandra Scarpellini ha promesso di interessarsene, aspettiamo ansiosi. Ho sempre sostenuto che non è una mossa contro il privato, ovvero Conad, ma nei confronti dell’amministrazione comunale che non doveva impossessarsi di un manufatto non a norma».
L’ultimo atto. Si chiede quindi con una lettera ufficiale al Ministero, patrocinata dallo studio legale Roversi Monaco, Morello, Pittalis di Bologna «la messa in mora e di intimazione a provvedere alla conclusione del procedimento, ai sensi dell’articolo 5 del Codice della strada e dell’articolo 6 del Regolamento di esecuzione essendo trascorso ogni termine di legge. In caso di ulteriore e giustificata inerzia – puntualizza Gragnoli riferendosi al documento inviato a Roma– sarà promossa l’azione di accertamento dell’inadempimento ai sensi dell’articolo 31 del Codice processo amministrativo».
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