Il Tirreno

Il chiaro e lo scuro al duello vestiti in grigio

Il chiaro e lo scuro al duello vestiti in grigio

Tra somiglianze e differenze la sfida letta a partire dal look scelto dai due rivali per l’occasione

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CECINA. Il chiaro e lo scuro. Sono le tonalità a fare la differenza nell’immagine. Entrambi scelgono di presentarsi al faccia a faccia in abito. Eleganti sì, ma informali. E senza quella cravatta, che rischia di marcare le distanze dalla platea. Tutto si gioca sul grigio. Non c’è spazio per altri colori nel look dei candidati Paolo Barabino e Samuele Lippi.

Nomi biblici. Da apostolo per Barabino e da profeta per Lippi. Si affrontano senza scambiarsi uno sguardo. Entrambi aggrappati a posture e tic per tenersi saldi al filo della propria concentrazione. Ad accomunarli è anche la scelta di tenere slacciato l’ultimo bottone della camicia, quello del colletto. Sarà per comodità, ma ha anche l’effetto di far appaprire più sciolti. Provano a mascherare la tensione. Entrambi calati nel ruolo di chi corre per vincere.

A chi ha occhi per le somiglianze non sfugge neppure quella imposta più da una calvizie incipiente che da una scelta d’immagine. Il taglio dei capelli per entrambi è quasi ad alzo zero, unica libertà possibile le basette che corrono a filo delle orecchie. Ben rasato Barabino, mentre Lippi non rinuncia al vezzo della barba incolta. Il candidato in quota Pd si presenta con una cartellina sottobraccio gonfia di carte, penna e cellulare. Barabino ha gli occhiali da vista, la penna ma niente fogli e neppure il cellulare sul tavolo. Tutti accessori a cui ciascuno presta attenzioni diverse. È soprattutto Lippi a scarabocchiare cornici e fissare le idee su un foglio bianco. Mentre la penna del rivale di centrodestra resta tutta la sera inutilizzata. Sono quelle scarpe scamosciate, stile sneakers, marrone scuro a conferire a Lippi un tono più sportivo, mentre Barabino sceglie un più classico mocassino nero, stile Clarks.

Non lesinano parole, ma entrambi parlano anche con le posture del corpo. Più raccolto Barabino. Le braccia spesso sono conserte, le gambe accavallate. E il piede destro che di tanto in tanto sembra battere il ritmo. Così sfoga la tensione. Mentre Lippi è più corporale. I gomiti sono sul tavolo, una mano tiene la testa e l’altra tamburella. Si muovono. Ballano in avanti e indietro. Rispondono alzandosi ma anche da seduti. Barabino si sostiene alla spalliera della sedia, Lippi al tavolo.

Manolo Morandini

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