Il Tirreno

Ex Sarplast, a rischio 100 posti di lavoro

di Anna Cecchini
Ex Sarplast, a rischio 100 posti di lavoro

Problemi di liquidità, aperto un tavolo in Regione. Il direttore ipotizza un piano B: «Acquisizione da parte di alcuni dirigenti»

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SANTA LUCE. A rischio cento posti di lavoro all’ex Sarplast, ora Iniziative Industriali, che nella sede di Santa Luce produce tubazioni in vetroresina.

L’azienda ha cominciato ad avere problemi nel 2011, a seguito della crisi in Libia, paese da cui Iniziative Industriali aveva ricevuto commesse milionarie.

Dal febbraio di tre anni fa, quando l’azienda decise di ricorrere ad un primo pacchetto di ammortizzatori sociali, la situazione è precipitata. La crisi dell’ex Sarplast, a ben vedere, è più collegata a problemi di liquidità e di difficoltà di accesso al credito, che alla carenza di nuove commesse. Fatto sta che i quasi cento dipendenti (operai e amministrativi) da circa un mese sono in cassa integrazione straordinaria, che terminerà tra meno di un anno. «L’ammortizzatore sociale è a rotazione -spiega Alessandro Conforti, che per la Cgil è nella Rsu di Sarplast -, in modo che tutti possiamo a lavorare uno o due settimane».

Dato che la situazione è precipitata e c’è forte tensione per il futuro dei lavoratori - tutti del territorio - nei giorni scorsi è stato attivato un tavolo in Regione per fare il punto sull’azienda: presenti i sindacati confederali, la Rsu aziendale, la dirigenza di Iniziative Industriali, l’assessore regionale allo sviluppo economico Gianfranco Simoncini e il sindaco di santa Luce Andrea Marini.

«Dall’incontro - spiega Conforti - è chiaramente emerso che le difficoltà si stanno aggravando, l’azienda ha scongiurato l’ipotesi di chiusura e ha assicurato di voler riattivare le linee produttive, almeno due su quattro». Fatto sta che da settimane Iniziative Industriali attende la risposta degli istituti bancari.

«Il direttore Raffaele Colangelo durante il tavolo ci ha detto che l’azienda ha proposto alle banche una ristrutturazione del debito, è chiaro che da parte di tutti c’è forte preoccupazione per una eventuale risposta negativa. Le istituzioni sono disponibili, attraverso Fidi Toscana, ad accompagnare l’aziende nella ricerca di garanzie con il sistema bancario».

Nonostante la forte preoccupazione per il futuro dell’azienda, il sindaco di Santa Luce Marini esprime «soddisfazione per l'esito dell'incontro che - afferma - segna la continuità dell'interessamento dell'amministrazione, in accordo con la Regione, nei confronti delle sorti di Sarplast. Da circa due anni infatti si è aperto un tavolo istituzionale di confronto che ha compito di monitore costantemente e affiancare i vertici aziendali e i sindacali nella ricerca di una soluzione positiva per la difficile situazione della principale azienda industriale del territorio di Santa Luce».

Intanto però, durante il tavolo regionale, è emersa un’ipotesi bis, che potrebbe concretizzarsi a seguito di un diniego degli istituti di credito a rimodulare il debito aziendale come previsto dalla legge 182 bis. «Se dovesse accadere ciò - precisa lo stesso Colangelo - c’è un piano b, che ci vede coinvolti personalmente».

L’idea del direttore e di altri vertici di Iniziative Industriali va infatti nella direzione del management buyout, vale a dire che un gruppo di dirigenti sarebbe disposto ad acquisire parte dell’azienda. «Si tratta - dice Colangelo - di una soluzione da studiare e che potrebbe essere avviata solo dopo la risposta definitivamente negativa da parte delle banche».

L’assessore Simoncini, vista l’oggettiva difficoltà della situazione, ha comunque sottolineato la disponibilità della Regione a riconvocare sul caso ex Sarplast, «il tavolo istituzionale se quello sindacale non avesse portato a novità positive».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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